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realizzare ciò che
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mi sarei accontentata
di sognare.

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BRAMBILLA:”IL GOVERNO PRODI E’ INACCETTABILE”

Pubblicata il 2 Luglio 2007

“L’operazione Veltroni, per il lancio della politica del nuovo Partito Democratico, avrebbe avuto un senso compiuto se, contemporaneamente ad essa, si fosse mandato a casa Prodi». Michela Vittoria Brambilla, presidentessa dei Circoli della Libertà vicini alla Cdl, non appare spiazzata dalle ultime mosse del centrosinistra che hanno impresso una evidente accelerazione alla politica italiana.
Ma Prodi appare, di fatto, messo da parte…
«Non sono d’accordo. Il fatto, invece, che Prodi resti ben saldo a palazzo Chigi e cominci anzi ad alzare robuste barricate, vedi la sortita di Parisi, per resistere agli assedianti, annulla ogni effetto di questa nuova mission, anzi finisce per peggiorare la situazione perché anche le idee e le formule lanciate da Veltroni cadranno presto nel tritacarne di un governo che, per la maggioranza degli italiani, è ormai, inaccettabile».
Con le ultime mosse sulle pensioni minime e sull’Ici, il governo sembra invece in ripresa…
«Non direi proprio. Il governo Prodi è inaccettabile per due motivi. Primo, perché, sposando tesi e formule dei partiti della coalizione che appartengono alla sinistra più radicale, sta facendo solo del “solidarismo di facciata” cioè gonfiando di nuovo il rapporto decifi/pil e allontanando così ogni speranza di diminuire la pressione fiscale, insomma una politica buona solo per gli allocchi. Basti pensare al disastro del tfr, una riforma orchestrata in modo da rimpinguare solo le casse dell’Inps e dei fondi pensione dei sindacati. Ma siccome l’Inps e questi fondi non avranno più di dieci, quindici anni di vita perché
poi imploderanno da soli, mi chiedo dove e come milioni di giovani potranno costruire il loro futuro. E un altro disastro è proprio la cosiddetta riforma delle pensioni che continua a restare appesa tra le nuvole per accontentare i sindacati che dicono “niet” all’innalzamento dell’età pensionabile previsto dalla riforma Ma-roni. Tutto questo produrrà un altro disastro nei nostri conti pubblici con conseguente necessità di nuove tasse».
Ma non le è piaciuto nulla del discorso di Veltroni al Lingotto?
«In un altro Paese, i suoi 100 minuti di emozionali scorribande sul progetto politico, oggi necessario per consentire all’Italia un salto verso la modernità, verrebbero considerati un vero e proprio reato di plagio, una plateale scopiazzatura, persine nelle virgole, di quel che altri – non certo l’attuale coalizione di sinistra – hanno da tempo detto, scritto e poi iniziato a realizzare. Né è servito, per mascherare in qualche modo questa specie di truffa politico-letteraria, tentare un improbabile cocktail di pensiero alla Palme, alla Blair e alla Sarkozy, con l’aggiunta di un po’ di Thatcher e di una spruzzatala di presidenzialismo alla Charles De Gaulle. Merita comunque gli onori delle armi questo funambolico architetto da ultima spiaggia».
Chi altri, infatti, tra i leader Ds , avrebbe avuto oggi il coraggio di tentare di ribaltare una situazione che appare sfavorevole al centrosinistra? «E’ vero, nessuno. Solo che non basta copiare sulla carta un progetto politico altrui e poi cercare di accreditarlo come se fosse nuovo. Bisogna poi avere anche le risorse, le condizioni e la capacità necessario per realizzarlo davvero. E qui bisogna chiarire quel bel po’ di cose sulle quali, nei suoi 100 minuti di messianico ardore, Veltroni ha assolutamente glissato. La prima è che non si può, da un lato, fare letteralmente a pezzi l’operato di questo governo sulla Tav come sul resto e poi, dall’altro, tentare di salvare le apparenze dicendo che Prodi è oggi il miglior premier che ci sia e che, per questo, deve restare in sella. Ma chi se la beve, anche a sinistra, una boutade del genere? E poi c’è una seconda questione decisiva. Né i Ds, che hanno mollato sul nascere il costituendo Partito Democratico, ne la sinistra radicale, cioè un bel numero di voti e di consensi assai ramificati, hanno oggi alcuna intenzione di farsi incantare dal suo mitico progetto. Ancora su Veltroni: mi ha colpito che tra le tante parole che ha pronunciato in 100 minuti di discorso, non ci sia stata la parola “libertà”. E’ così indigesta alla sinistra e al Pd?»
Veltroni ha comunque cercato di spiazzare la Casa delle Libertà…
«Posso rispondere solo per i miei Circoli perchè sul resto non penso di avere voce in capitolo. E la nostra strategia di movimento è presto detta. Primo, puntare a realizzare tutte quelle vere riforme che questa sinistra, per come è composta, non riuscirà mai a fare. Con una novità però importante che vorrei sottolineare: le riforme che intendiamo proporre sulla scuola, sulla sanità, sulla liberalizzazione dei servizi, sull’assetto delle strutture di sicurezza per la lotta alla criminalità nasceranno dal basso cioè dalle esigenze che i cittadini via via ci trasmetteranno». Dal basso cioè dalle esigenze reali che i cittadini oggi manifestano e non viceversa. Siamo anche pronti a raccogliere la sfida che Veltroni ha lanciato l’altro giorno: parlo delle riforme di carattere costituzionale che ormai, per far decollare questo Paese, sono indispensabili. Il che vuoi dire: sostanziale taglio del numero dei parlamentari perchè, per un Paese moderno e democratico, ne bastano la metà, rafforzamento dei poteri dell’esecutivo, taglio – e qui non c’è nemmeno bisogno di riforme costituzionali – non solo del numero dei ministeri ma anche di tutte le strutture e
gli apparati dell’amministrazione pubblica sul territorio»
Ma lei si consoliderà la delfina di Berlusconi se anche il Cavaliere decidesse di mettersi da parte?
«Io delfina di Berlusconi? Mi considero solo uno di quei tanti milioni e milioni di italiani che vogliono vivere in un Paese finalmente libero e moderno. Pronta a fare anche, per raggiungere questo risultato, solo il portatore d’acqua.””
Nazione – Carlino – Giorno, 02/07/07

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