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BRAMBILLA:”IL PARTITO DELLA LIBERTA’ DEVE PRENDERE PIEDE AL PIU’ PRESTO”

Pubblicata il 8 Settembre 2007

Signora Brambilla, ha saputo?
«Cosa?».
Alla Festa di Forza Italia a Gubbio l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu in qualche modo le ha dato ragione…
«Trovo che il senatore Pisanu abbia fatto, come sempre, riflessioni molto equilibrate. E’ una persona di cui ho grande stima. Il suo mi sembra un apporto efficace e costruttivo».
Proprio lei che ha la virtù di parlare diretto, mica sarà diventata diplomatica?
«Direi che le parole di Pisanu si commentano da sole».
Curioso: un personaggio di lungo corso che guarda ad un progetto così nuovo. Non la stupisce?
«No. Perché credo che il progetto del Partito della libertà, al quale il presidente Berlusconi pensa da qualche anno, da quando scrisse il suo libro, debba prendere al più presto corpo. Nei miei Circoli della libertà sono riuniti sotto la stessa bandiera elettori di tutti i partiti di centrodestra».
Lei pensa che questi cittadini siano le avanguardie di un progetto prima o poi destinato a realizzarsi?
«Io penso che i cittadini a volte abbiano più chiare dei leader le ragioni dell’unità. Perciò mi auguro che il progetto di Silvio Berlusconi possa prendere corpo al più presto. Ci credo fermamente».
Lei non è stata invitata alla Festa di Forza Italia di Gubbio: le pare un fatto fisiologico o un episodio di maleducazione?
«Non me lo sono proprio chiesta. E io diffido di quel che leggo sui giornali, tante ho volte ho riscontrato una realtà diversa da quella che veniva dipinta».
Sì, ma se lei non è stata invitata, i giornali stavolta c’entrano poco…
«Guardi, già da tempo avevo programmato e dato la mia adesione al Forum Ambrosetti a Cernobbio…».
Certo, se l’avessero invitata qui e là, lei avrebbe potuto scegliere. Invece da Gubbio non si sono fatti sentire…
«Io rispetto sempre le libere opinioni degli altri, quindi direi che il problema non si pone».
Su Gubbio non polemizza, ma in queste settimane si è chiesta la ragione di questa crisi di rigetto nei suoi confronti?
«Io non l’ho vissuta così. Non l’ho percepita nei termini che lei descrive».
Si sarà accorta che con lei polemizzano, anziché dialogare…
«Devo dire che ho avuto un ottimo dialogo con esponenti di Forza Italia e non solo. Magari all’inizio c’è stata un’attenzione particolare, un po’ di scetticismo. Ma questo fenomeno è andato scemando. Ora non vedo problemi».
A Gubbio Sandro Bondi ha chiesto più democrazia in Forza Italia, una classe dirigente elettiva. Condivide?
«Nei miei Circoli ho fatto della meritocrazia una regola, per cui nel nostro movimento le cooptazioni non esistono e non esisteranno. Se il coordinatore di Forza Italia dice che bisogna lavorare su questo fronte, se lo dice lui, lo saprà. Dico questo perché non conosco i meccanismi del partito. Come è noto, non faccio parte di Forza Italia, ma se il suo coordinatore nazionale auspica un ritorno alla meritocrazia credo che sia una bellissima presa di posizione. Condivisibile anche da un osservatore esterno come me».
Chi, come Pisanu, spinge per il Pdl, avverte il pericolo di un radicamento del Partito democratico. Lei teme Veltroni?
«Credo poco alle conversioni repentine a destra. Questo “Sarkò-Veltroni” pensiero mi lascia molto perplessa. Lo slogan sintetizzato nel suo libro è carino, ma poi, vedendolo, ho seriamente pensato che Sarkozy e Berlusconi potrebbero fargli causa per plagio».”
La Stampa, Fabio Martini, 08/09/07

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