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BRAMBILLA:”IL TURISMO PUO’ RADDOPPIARE”

Pubblicata il 2 Giugno 2008

“Proprio perché il nostro è un Paese in affanno, bisogna ridare ossigeno ai punti di forza».
Certo, l’Italia dovrebbe essere la Mecca del turismo mondiale…
«Ma il problema – spiega il sottosegretario con delega al Turismo, Michela Vittoria Brambilla – è che il settore cresce poco: dal 1991 al 2006, gli arrivi in Italia sono lievitati del 36 per cento».
Positivo, no?
«Sì, solo che, nello stesso periodo, in Spagna l’aumento è stato del 63
per cento, in Turchia del 323 per cento, in Cina addirittura del 343… Io dico invece che il settore dovrà raddoppiare».
Come?
«Beh, intanto cominciamo con il ribaltare la prospettiva: il Turismo è l’unica risorsa che può raddoppiare 150 milardi di fatturato annuo e 2 milioni e mezzo di occupati. Ed è chiaro che se questa industria migliorasse, contribuirebbe a dare una spinta a tutto il Paese. Stiamo parlando di un comparto che rappresenta il 10% del Prodotto interno lordo».
Se è per questo, in Spagna il Turismo supera il 18% del Pil…
«Ma là non hanno l’Iva al 10% e la tassazione sulle imprese turistiche è di gran lunga inferiore. E poi hanno una strategia nazionale di sviluppo molto forte».
Michela Brambilla, il Turismo dovrà fare da traino, però l’Italia non deve prima fare i conti con emergenze come sicurezza, rifiuti, salari? «Certamente il problema dei rifiuti campani sarà presto risolto, così come si è già cominciato a diminuire la pressione fiscale e ad agire sui salari. Il turismo farà la sua parte per sostenere la ripresa economica di un’Italia che oggi cresce dello zero virgola».
Ma sono politiche che non dipendono dal suo sottosegretariato.
«Infatti, la parola d’ordine sarà: fare sistema. Per esempio, è fondamentale il raccordo con la Farnesina. Con il ministro Frattini e con le reti diplomatiche competenti, stiamo progettando pacchetti di viaggio ad hoc verso l’Italia per 15 diversi Paesi stranieri».
Lei ha anche istituito un’unità speciale per risollevare l’immagine del Belpaese. Su cosa bisogna puntare, esattamente?
«Dobbiamo comunicare meglio le nostre eccellenze all’estero. Il 21 giugno ci sarà la conferenza nazionale del settore: lavoro sull’i’ncoming internazionale, ma anche tornare a ‘vendere’ l’Italia agli italiani. Infine: politica delle regioni».
Esiste un federalismo del Turismo?
«Occorre fare una sintesi a livello nazionale, mettere a sistema ogni tipo di risorsa, per promuovere al meglio tutti gli assi del ‘marchio’ Italia».
Gli albergatori protestano per la mancata ripresa, ma gli hotel e i ristoranti sono giudicati troppo cari dai turisti, italiani e non. Lei da che parte si schiera?
«Io ho una grande fortuna, quella di aver guidato i giovani di Confcommercio. E so che ora manca un sostegno adeguato agli imprenditori del settore».
Insomma, pare di capire che non si schiererà contro le categorie…
«No, perché non è così che si può far ripartire lo sviluppo di un Paese. Sto pensando a una terapia d’urto».
Quale sarà il suo primo provvedimento?
«Ancora non posso rivelare i contenuti. L’obiettivo però è chiaro: ogni euro speso in più dal Governo, dovrà tradursi in un visitatore in più. Chiederò, questo sì, uno sforzo per migliorare la qualità delle strutture e la professionalità che non è sempre la stessa dal nord al sud».
L’Italia dal primo posto nel turismo mondiale e crollato da tempo al quinto. Il compito non sarà facile.
«Raddoppiare il peso del settore, l’ho già detto, non è un miraggio, è possibile».

Nazione – Carlino – Giorno, 2 giugno 2008

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