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INFANZIA, ON.BRAMBILLA: “CHIAMARE IN CAUSA IL GOVERNO PER PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI”

Pubblicata il 22 Maggio 2015

Superare “il muro di indifferenza” su tutti gli allarmi che riguardano i minori, rendendo più stringente il confronto tra il Parlamento, e in particolare la commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, e il governo. Lo ha proposto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione, a margine del convegno “#infanziastaiserena”, organizzato da Forza Italia, che si è svolto oggi alla Camera.

Spiega l’ex ministro: “La situazione in cui ci troviamo – a parte la protezione legale assicurata ai minori dalle nostre norme – è veramente molto preoccupante. A causa della sciagurata riforma costituzionale del 2001, su molte prestazioni sociali per i più giovani (per esempio le dimensioni del fenomeno dell’accoglienza residenziale o familiare) non abbiamo dati aggiornati e attendibili. Allo stesso modo non sappiamo ancora quanto spendono le Regioni e i Comuni. Ma il dato politicamente più rilevante è la totale assenza di una vera politica per l’infanzia, per l’adolescenza, per i giovani, una strategia coerente, efficace e dagli effetti misurabili. Negli ultimi anni abbiamo visto calare significativamente alcuni fondi (per esempio quello della legge sull’infanzia e l’adolescenza), altri incrementare, magari per finanziare interventi “spot”. Dietro però non c’è un piano, non c’è un progetto, mentre la complessiva inadeguatezza della risorse – perché di questo si tratta, a conti fatti –  uccide sul nascere ogni velleità di cambiare le cose. Gli allarmi urtano contro un muro di indifferenza. Per contrastare maltrattamenti ed abusi, per lottare contro la dispersione scolastica, per garantire i diritti dei minori con disabilità e le pari opportunità di crescita e sviluppo individuale,  per rendere effettiva la tutela del diritto dei  bambini a vivere in una famiglia e così via, bisogna investire. La crisi economica esiste, non è una fantasia, ma non può neppure essere utilizzata come pretesto per ignorare tutti questi problemi e, così facendo, consegnare il Paese ad un futuro sempre più incerto”.

Così non si può andare avanti. “Come commissione – conclude la presidente on. Brambilla  –  siamo determinati a far sentire la nostra voce. Per illustrare le risultanze del  lavoro sulla povertà minorile (e non solo) abbiamo chiesto un incontro con i presidenti dei due rami del Parlamento (quello con il presidente Grasso si è già svolto martedì scorso) e con il premier. Inoltre proporrò ai colleghi della commissione di chiudere le nostre indagini conoscitive non solo con un documento conclusivo ma con una vera e propria risoluzione, in modo da attivare, con questo classico strumento di indirizzo, un’interlocuzione diretta con il governo sull’argomento che la commissione avrà di volta in volta approfondito. Può anche essere che la trasversalità di cui spesso godiamo in commissione si trasferisca all’aula e si riesca finalmente a passare dalle parole ai fatti”.

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