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INFANZIA, ON. BRAMBILLA: “IL “PAESE DEI VECCHI” PENSI ANCHE AL DOMANI”

Pubblicata il 18 Novembre 2016

“Se non vuole rassegnarsi al declino, il “paese dei vecchi” deve svegliarsi e pensare anche al domani”. Lo ha detto l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, concludendo il suo intervento al convegno “Progettare il futuro: bambini e adolescenti tra opportunità e disagio” promosso, d’intesa con il Governo, dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, in occasione della Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

“In generale – ricorda la presidente – anche per non restare in pieno inverno demografico, abbiamo bisogno di una spesa sociale qualificata e coordinata per la famiglia, l’infanzia e l’adolescenza. Abbiamo bisogno di finanziare un piano nazionale contro il maltrattamento, per incoraggiare le vittime a parlare e ad aprirsi con le persone di riferimento, per formare operatori in grado di riconoscere precocemente i segni dell’abuso ed agire di conseguenza secondo i migliori protocolli. Sul fronte dei comportamenti a rischio, abbiamo bisogno di destinare risorse adeguate per programmi e campagne di comunicazione indirizzate ai ragazzi e alle loro famiglie, per il finanziamento di attività didattiche sulle cosiddette “competenze esistenziali” (conoscenza del proprio corpo, autoconsapevolezza, corretto sviluppo della sessualità) e per la formazione di insegnanti, operatori sociali e le altre figure rilevanti nel percorso evolutivo dei più giovani. Non sono spese a fondo perduto, ma investimenti per il futuro”.

“Al netto delle chiacchiere – prosegue l’on. Brambilla – l’Italia resta in coda alla classifica europea della spesa per la protezione dei gruppi sociali più deboli. Disabili, famiglia e infanzia, esclusione sociale, abitazione assorbono l’11 per cento della spesa sociale totale, circa 10 punti meno che in Francia e Germania. Ed una quota elevatissima del nostro totale (il 94 ,3 per cento) è spesa non sottoposta  alla verifica dei mezzi, cioè va indistintamente a tutti, poveri e benestanti, invece di alleviare le sofferenze di chi ha bisogno. L’abbiamo visto con i miliardi spesi per il bonus 80 euro, che rappresentano, ci ricorda l’Istat, due terzi dei fondi erogati a famiglia e infanzia e sono andati per metà a famiglie di lavoratori dipendenti con redditi medi e medio-alti. Senza finalizzare la spesa, senza dare continuità e sistematicità agli interventi -– conclude la presidente della commissione infanzia –  si rischiano di gettare al vento anche le risorse disponibili”.

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