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BRAMBILLA:”IO E BERLUSCONI LA PENSIAMO ALL’UNISONO”

Pubblicata il 21 Novembre 2007

“«I parrucconi abitano anche in Forza Italia». A dirlo non è Gianfranco Fini, ma Michela Vittoria Brambilla, che a un anno esatto dalla nascita dei Circoli della libertà (fondati il 20 novembre 2006) racconta tutte le difficoltà di una “parvenu” della politica nel farsi spazio alla corte di “Re Silvio”.
E si toglie più di qualche sassolino dalla scarpa contro i colonnelli azzurri: «È una vecchia casta, non ti lascia entrare nel suo privée».
Lei non è mai stata ben vista dentro Fi, ha avuto tutto il partito contro.
«Perché quando i Circoli della Libertà sono nati, come capita con qualunque nuova realtà che si affaccia sull’orizzonte politico, sono subito sorte incomprensioni e diffidenze. Tutti si chiedevano: questi chi sono? Dove vanno? Che cosa vogliono?».
Le hanno fatto la guerra fin dall’inizio?
«A trecentosessanta gradi. Ma è normale. Il nostro modo di fare così attivo ha scompaginato gli equilibri di certi politici doc. Ma io le maggiori critiche le ho avute dalla sinistra».
Anche i vari Dell’Utri, Schifani e Cicchitto non hanno scherzato.
«Ma molti altri in Fi sono stati dalla mia parte. Sandro Bondi mi ha persino aiutata a lavorare sullo statuto. Diciamo che all’inizio la mia presenza non era gradita nell’ambiente. Poi, però, la situazione si è andata chiarendo».
Ma se quest’estate i senatori azzurri quasi uscivano dal gruppo quando lei ha depositato il simbolo del Partito della libertà…
«Questo cosa c’entra con me? Se non erano contenti dovevano vedersela con il loro presidente del partito. Non capisco proprio cosa potessero avere da ridire contro di me. Io non faccio parte di Fi».
Uno dei più agguerriti è stato Dell’Utri.
«Non ho mai risposto alle provocazioni».
Quanto è stato difficile farsi spazio alla corte di “Re Silvio”?
«La cosa difficile, per chiunque non abbia un pedigree maturato in armi di militanza in un partito, è entrare nella casta della politica senza bussare, come ho fatto io».
Anche Fi è una casta?
«La casta della politica è trasversale. E per una persona che viene da fuori e non è stata coltivata dai parrucconi della vecchia politica, arrivare e dire la propria portando le istanze dei cittadini è una cosa difficile. Soprattutto se sei donna. La casta non ti fa entrare».
Non è che le donne di Fi siano state molto più accoglienti con lei. Come mai nessuna di loro ha mai sostenuto una sua iniziativa?
«Questo deve chiederlo a loro».
Lei ha cavalcato molto l’antipolitica. L’ha fatto perché non è stata eletta quando si presentò in Veneto alle Politiche nel 2006?
«Questo cammino l’ho intrapreso perché ci credo, quindi l’avrei fatto in ogni caso. Di mestiere io faccio l’imprenditore e non vivrò mai di politica. La scelta di dedicarmi alla cosa pubblica nasce unicamente dal desiderio di cambiare un sistema che non funziona».
Ora che Berlusconi ha fondato il Partito del popolo, non crede che il suo ruolo si sia esaurito?
«Il mio movimento continuerà a dare il suo contributo al Ppl, e quindi lo darò anch’io».
Se il suo scopo era mobilitare le masse, ora che questa funzione l’assunta Berlusconi in prima persona, non pensa di farsi da parte e tornare a fare l’imprenditore?
«I Circoli della libertà hanno aderito per primi al progetto di Silvio Berlusconi, ne sono stati i precursori, la cellula fondante. Quindi non hanno affatto esaurito la loro missione. Anzi, oggi hanno una responsabilità ancora più grande ed è bene che continuino a fare il loro lavoro».
Ma a cosa servono i Circoli dopo la svolta populista del Cavaliere?
«È fondamentale che i Circoli continuino a raccogliere le istanze e le proteste dei cittadini, così come la Tv e il Giornale della libertà. Perciò, non intendo certo mollare adesso».
Ma così non rischia di prestare il fianco alle critiche di chi la accusa di essere solo alla ricerca di un’affermazione personale?
«No, perché i Circoli facevano politica anche prima. E hanno ancora l’ambizione di cambiare il modo di fare politica in questo Paese. Diventeranno tutti sezioni del Ppl».
Sezioni? Ma non dovevano essere il contrario dei partiti?
«Ma la strutturazione sul territorio è importante. La politica non la si cambia solo al livello nazionale, ma soprattutto nelle città e nelle province. Le sedi dei Circoli diventeranno tutte sedi del Ppl. E ad animare queste sedi non saranno personaggi della vecchia politica, ma gente che arriva dalla società civile: professionisti, imprenditori, lavoratori autonomi…».
Dicono che i suoi Circoli, invece, siano pieni di forzisti scontenti che si sono rifugiati lì per trovare un viatico alla ricandidatura.
«Non è vero. Semmai ci sono molti scontenti di aver votato Prodi. Nel nostro movimento ci sono solo persone che non hanno mai fatto della politica il loro mestiere. E sono soprattutto giovani».
Venti-trentenni non ce ne sono.
«Ovviamente per giovane non intendo solo il ventenne, ma il trentacinquenne, il quarantenne. E poi ci sono tante donne. E rutti i presidenti dei nostri esecutivi provinciali e regionali sono giovani che non vivono di politica, quindi non ne hanno una percezione viziata».
Lei dice di aver raccolto 2 milioni di firme contro Prodi, mentre a via dell’Umiltà assicurano che le firme raccolte dai Circoli della libertà sono quasi pari a zero.
«Invece l’ondata che ha travolto i Circoli è stata ancora maggiore di quella di Fi. È sotto gli occhi di tutti, il mio movimento è stato spesso tacciato di populismo. Ma se con questo si intende stare in mezzo alla gente, io sono ben contenta di essere populista».
Lei sostiene di essere molto in piazza, ma si distingue di più per le sue comparsate televisive.
«Io devo rispondere a questa critica? Ma per favore, parliamo di politica!».
Era alla convention di An ad Assisi nella domenica dei gazebo.
«Ero lì a fare politica. Sono andata ad Assisi perché sono in ottimi rapporti con La Russa e Gasparri».
Infatti, lei ha aderito alla manifestazione di An sulla sicurezza. Ma il 13 ottobre nessuno l’ha vista in piazza.
«Perché non mi sono messa in prima fila, ma è una questione di stile».
In quel momento la davano in avvicinamento in An.
«Una notizia del tutto infondata».
Le sue performance televisive non hanno riscosso molto successo. L’ultima sua comparsata a Ballarò è stata un flop e anche quella dell’altra sera a Matrix non è andata molto bene.
«Non rispondo alle critiche».
Pare che il Cavaliere stia meditando di non farla andare più in tv.
«Ah sì? Non mi risulta».
Ha detto: «La Brambilla ha esondato».
«Il presidente Berlusconi non si è mai permesso di dirmi: fai questo, non fare quello. Sono io che gli chiedo continuamente consigli. Da questo punto di vista, ho davvero abusato della sua pazienza».
Quando vi siete conosciuti?
«Il mio primo lavoro è stato nelle reti Mediaset come giornalista, ma non è che lo conoscessi. Berlusconi l’ho incontrato per la prima volta a una cena di imprenditori del ‘93 e mi diedi da fare già allora per sostenere il suo progetto politico».
Non ci sono mai stati attriti?
«Assolutamente».
Neanche una scaramuccia?
«E come avrebbe potuto esserci? Gli attriti nascono tra persone che hanno idee diverse. Io e il presidente Berlusconi la pensiamo all’unisono».”
Libero, 21/11/07

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