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credo giusto, altrimenti
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di sognare.

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BRAMBILLA:”LA NOVITA’ E’ UN PARTITO APERTO A TUTTI”

Pubblicata il 25 Novembre 2007

“Una settimana fa, in piazza San Babila, mentre Silvio Berlusconi si arrampicava sull’auto per dare la svolta che ha messo fine alla Cdl, c’era lei lì vicino. Con la nascita del Pdl, il vento soffia a favore della ‘Rossa’. Ma ora Michela Vittoria Brambilla ha di fronte una nuova sfida: traghettare i suoi Circoli della libertà nel nuovo partito e riposizionarsi. Ben sapendo che all’esuberanza («Michela esonda», disse in settembre il Cavaliere) adesso è preferibile il basso profilo («Resto presiden-tessa dei Circoli. E cosa, se no?»). E la diplomazia: «Veltroni? Anche lui vuole qualcosa di nuovo. I colonnelli azzurri? Siamo più uniti che mai».
Sveli un dilemma. L’annuncio di San Babila è stato una rivelazione improvvisa di Berlusconi o una mossa pianificata da tempo?
«Credo di poter dire che fosse un’idea, un sogno che il Presidente coltivava da qualche tempo per rompere il cerchio di immobilismo in cui era, ed è, imprigionato il nostro sistema politico. Ha pazientato per un po’, poi, visto che non si muoveva foglia, e visto che la gente gli chiedeva di fare qualcosa – non dimentichiamoci gli 8 milioni di firme raccolte per mandare a casa Prodi – ha deciso di tirare lui le conclusioni e aprire una nuova partita».
Molti opinionisti e politologi hanno detto e scritto: Michela Brambilla ha vinto. Il Cavaliere archivia Forza Italia, riparte dal popolo dei Circoli e addirittura è in lizza il nome del partito (Partito della libertà) che è lo stesso registrato da lei quest’estate…
«La cosa vera è che i Circoli avevano cominciato a lavorare già da parecchi mesi verso questa prospettiva. Per quanto riguarda FI, invece, non si archivia proprio nulla perché è stato già ben chiarito che le risorse di questo partito entreranno nel nuovo movimento. Il che non vuol dire che non se ne aggiungeranno di nuove».
Ma chi sono i volti nuovi del Pdl?
«La novità sta in un partito ora aperto a tutti i cittadini, anche a quelli che finora avevano voltato – le spalle alla politica, a volte per motivi comprensibili»
Sì, ma il dire, come fa Berlusconi, che «il partito è aperto a tutti», nessuno escluso, non rischia di scadere nel populismo?
«Ecco, proprio di questi ‘ismi’ di cui è stata impastata per decenni la politica, gli elettori oggi ne hanno piene le tasche. E anche Berlusconi. So bene che vi sono ancora politologi che storcono la bocca di fronte a una politica dal basso e che cioè sia espressione diretta della volontà dei cittadini. Ma, piaccia o non piaccia, così sarà d’ora in poi».
Chi si avvicina troppo al potere può scottarsi. Lei in questo momento ha registrato un grande successo. Come gestirlo?
«In questo movimento, ape operaia ero ed ape operaia intendo restare. Quante volte devo ancora ripetere che a me le poltrone non interessano? Io mi sto impegnando con tutte le mie energie perché, come Berlusconi, credo nella necessità di dare al nostro sistema un salutare scrollone. Credo che sia arrivato il momento di fare punto e a capo, perchè questo vogliono oggi gli elettori».
Non è un mistero, però, la guerra fredda tra MVB e alcuni colonnelli azzurri. Bondi, Cicchitto, Vito… a San Babila non c’erano, lei sì.
«Da parte mia non c’è stata nessuna guerra né mai ci sarà. C’è solo un grande spirito di squadra, oggi ancora più forte, per lavorare assieme a un grande progetto politico».
Dopo Adornato e Sanza, non teme illustri ammutinamenti?
«Si sottovalutano il fiuto e l’abilità di Berlusconi».
Lei crede che di ‘parrucconi’ menzionati dal Cavaliere ve ne siano anche all’interno della vecchia Forza Italia?
«Il Presidente non intendeva affatto riferirsi ai dirigenti di questo partito che è, al contrario, dall’avvento della Repubblica, l’unica novità politica d’Italia. I parrucconi sono altri e non c’entra l’età. Sono tutti i politici e politicanti che hanno contribuito a mandare in pezzi il sistema».
Il trasferimento delle ‘truppe’ da FI al Pdl ha ha creato forti tensioni in Emilia Romagna. Idee per gestire il passaggio?
«Di fronte a una novità tale mi pare normale che lo scenario possa scomporsi per poi ricostituirsi in altro modo. Ma si illude chi pensa che potranno esserci fratture. Sono sicura che avverrà il contrario, perché l’idea su cui si fonda un grande partito della libertà non può che essere comune a tutti noi».
Fini e Casini. Possibilità di ricuciture?
«Me lo auguro. Ma c’è chi insegue gli organigrammi e chi cerca di seguire la gente. La gente vuole che chi si richiama a comuni ideali di libertà, responsabilità, merito, possa e debba stare insieme. Le gente non capisce più questa politica anche per questi motivi. E per questo è nata, credo, la svolta di Berlusconi».
Lei resterà al vertice dei Circoli?
«Certo. E dove, se no?».
Potrebbe aspirare a diventare la Franceschini del nuovo partito, oppure la coordinatrice…
Michela Brambilla su questo non risponde. Rimanda piuttosto al discorso dell’«ape operaia».
Cambiando da FI al Pdl, come cambierà il programma?
«Cosa dover cambiare nei programmi lo decideranno direttamente i cittadini».
Cosa uscirà dall’incontro della  settimana  prossima  tra Walter Veltroni e il Cavaliere?
«Se bisogna costruire qualcosa di nuovo per cambiare il corso di questo disastrato sistema – e mi pare che sia Berlusconi che Veltroni condividano oggi, sia pure partendo da diverse posizioni, questa necessità – di nuovo si dovrà parlare. Mi auguro solo che questa partita non si apra per poi chiudersi subito dopo. Il dialogo non è facile, ma in questo momento ci dovrà essere uno sforzo ulteriore. Occorre arrivare a un risultato. Occorre che il governo che non governa se ne vada e occorre che, fatta la riforma elettorale, si torni a votare. L’obiettivo è uno solo: che il Paese possa finalmente cambiare».”
Nazione – Carlino – Giorno, 25/11/07

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