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BRAMBILLA: ORARI NEGOZI, “BATTAGLIA DI RETROGUARDIA DEI SINDACATI”

Pubblicata il 2 Gennaio 2012

“Il no alla liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali dei negozi è solo l’ultimo atto di una disperata battaglia di retroguardia nella quale sono impegnati, con motivazioni diverse, certe lobby di categoria, i settori più oscurantisti del sindacato e alcune Regioni che portano avanti posizioni del tutto particolari”.

E’ il giudizio dell’ex ministro del Turismo ed ex presidente dei giovani di Confcommercio, on. Michela Vittoria Brambilla, promotrice di questa liberalizzazione sotto il governo Berlusconi IV. “Sono convinta – spiega l’on. Brambilla – che si tratti di una vera rivoluzione per il nostro paese. Ecco perché, nonostante le difficoltà e le forti pressioni esercitate da alcuni controinteressati, ne ho chiesto ed ottenuto l’approvazione nella nostra manovra di luglio. Fin da questa estate, infatti, orari e giorni di apertura degli esercizi commerciali e di somministrazione di cibi e bevande sono stati liberalizzati in tutti i Comuni di interesse turistico e nelle città d’arte. Successivamente ho scritto la norma che prevedeva l’estensione di tale liberalizzazione anche al resto del territorio nazionale ed essa era stata inserita nei nostri interventi per la crescita. Sono oggi felice di constatare che il testo proposto oggi dal governo Monti ed approvato dal Parlamento ne è la fotocopia.”
“La mia è stata una liberalizzazione portata avanti a ragion veduta – continua l’ex ministro del Turismo – perché, secondo studi di istituti di ricerca economica, questa misura può valere un apprezzabile aumento del nostro Pil ed è gradita sia dai consumatori italiani che dai turisti. Quanto ad alcune associazioni di categoria e ai sindacati – conclude la Brambilla – è tempo di uscire dall’ambiguità: vogliono incentivare i consumi e l’occupazione oppure preferiscono meno spesa e meno lavoro? Per me ampliare l’offerta e la concorrenza, dare più libertà di iniziativa, aprire spazi di innovazione imprenditoriale vuol dire riavviare la crescita del comparto commerciale, ridare vita ai centri delle nostre città, soprattutto quelle medio-piccole, e addirittura contribuire – spero che dirlo non sia un delitto – alla creazione di un clima meno pessimistico”

 

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