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BRAMBILLA:”NASCERA’ UNA FORZA PIU’ GRANDE”

Pubblicata il 19 Novembre 2007

“Alla fine, è questa la spallata. Alla Casa delle Libertà, a Fini e Casini, ai «parrucconi e al vecchiume della politica». Silvio Berlusconi annuncia da Milano la nascita della nuova formazione che vorrebbe chiamare «Partito del popolo delle libertà» (magari anche con l’aggettivo “italiano”, ma «decideremo più avanti, tutti insieme»). Un partito «dentro al quale Forza Italia si scioglierà, per contribuire a creare una forza più grande». Un partito che «nascerà dalla gente» e «farà a meno dei professionisti della politica».
Una folla impazzita si accalca intorno al leader che arriva in piazza San Babila, quella che la pasionaria Daniela Santanchè avrebbe voluto recuperare alla Destra e che oggi è colorata dalle bandiere azzurre e inondata dall’inno di Forza Italia, il gazebo traballa mentre dal microfono il leader scandisce il numero: «Sette milioni di cittadini hanno firmato la nostra mozione per cacciare il governo Prodi. E metà di questi non hanno votato per la Cdl». Quindi? «La gente è più avanti di noi e ci chiede di seguire un cammino unitario, per raccogliere tutti i moderati in una sola formazione». Già. Ma come la prenderanno Fini e Casini? «Non voglio – risponde Berlusconi – e non devo convincere nessuno. Se aderiranno bene, altrimenti andremo avanti con la forza della gente».
Si svolta, insomma. E la folla lo venera come fosse una madonna. «Dobbiamo buttare da parte – incita il leader – le remore e le paure per interpretare i desideri dei cittadini». E i rapporti con il centrosinistra? «Ora è importante dare vita a questa nuova creatura. Poi vedremo di confrontarci con l’altra parte. Se ci chiameranno, se avanzeranno proposte, saremo i primi a essere disponibili».
Alle spalle del presidente si contendono il ruolo di primadonna la rossa Michela Vittoria Brambilla che promette l’adesione immediata dei suoi Circoli e la coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini, che, più pratica, spiega le modalità del lavoro da fare: «Come ha annunciato il presidente, i gazebo restano aperti ancora in settimana e nel prossimo weekend. Cominceremo a organizzarci seguendo un percorso molto diverso da quello scelto dal Pd: loro hanno fatto una fusione fredda di due partiti, imponendo le decisioni dall’alto. Noi partiamo dalla base. Dalla manifestazione del 2 dicembre e da queste 7 milioni di firme». In realtà, ribatte Wal-ter Veltroni dal Crozza Live Italia, «questo nuovo partito è solo il riconoscimento di una sconfitta, la tanto annunciata spallata che non c’è stata».
Il tragitto del nuovo partito, tuttavia, non è chiarissimo. E i problemi non saranno soltanto di carattere pratico (già ieri qualche onorevole si chiedeva se si va verso la costituente o se sarà Berlusconi a decidere con chi e come procedere), ma anche di ordine politico. Esempio. Già ieri sera Umberto Bossi, che pure ha firmato la mozione di Forza Italia per cacciare il governo, ha emesso la sua sentenza: «Il nuovo partito lanciato da Berlusconi? Ho paura che sia soltanto un favore a Prodi..». Ma la spallata, ormai, è data.”
Corriere della Sera, Elisabetta Soglio, 19/11/07

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