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BRAMBILLA:”NO AI FURBETTI DEL TURISMO, CHI HA TRUFFATO DOVRA’ PAGARE”

Pubblicata il 29 Settembre 2009

““I bagagli? Non so, attenda”. Ore di fila in aeroporto, caldo estenuante e nessuno che sia in grado di dare un’indicazione precisa. Conti salatissimi al ristorante come accaduto a due giovani giapponesi in vacanza a Roma. Il Belpaese si presenta. Male.
Le ricadute sul turismo sono inevitabili: se i bagagli si perdono o si viene salassati per una cena quando si torna a casa non si può tacere dei disagi. Ecco perché il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha deciso di dire basta. Il ministero è pronto a costituirsi parte civile perché da adesso in poi, contro truffe e disservizi, sarà “linea dura”. L’ha spiegato la stessa Brambilla: “Il ministero ha la responsabilità dell’immagine dell’Italia e nessuno ha il diritto di danneggiarla. Non faremo sconti”. L’obiettivo è chiaro come il metodo per raggiungerlo: una commissione di vigilanza con i ministeri dell’Economia, dell’Interno, dei Trasporti, con l’ausilio delle forze di polizia, della Finanza e delle associazioni dei consumatori. “Il turismo di tutto ha bisogno – ha insistito ieri la Brambilla in una conferenza stampa – meno che di episodi che sfregiano l’immagine del Paese”. Soprattutto in un momento di crisi economica mondiale.
L’Italia, comunque, ha retto bene – parola di ministro – anche per la ricaduta della congiuntura. Addirittura meglio di Spagna e Francia. I dati dell’Osservatorio nazionale raccontano di nove mesi “altalenanti” con “fasi di sofferenza e fasi di recupero” come illustrato da Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere.
La percentuale relativa alle camere occupate nelle strutture ricettive è rimasta stabile sul 2008 nel primo trimestre, è scesa in primavera (-1,4% aprile, -1,2% maggio, -2,7% giugno) e si è ripresa in estate, con un +1,7% in agosto. In linea con lo scorso anno la settimana di ferragosto. Ma l’impatto sui fatturati si è fatto sentire, anche se gli alberghi, per restare sul mercato, hanno abbassato i prezzi dei listini. Risultato: 683 milioni persi, pari a un taglio del 7,9% degli introiti.
Ma vacanze non vuol dire solo hotel. Per spendere meno le famiglie, in questo periodo di crisi, hanno scelto di diversificare. Il comparto delle case vacanze è risultato in crescita, tanto che lo stesso ministero intende lavorare per “criteri più rigorosi e la creazione di un osservatorio”, tutto al fine di soppesare l’apporto di questo canale. Stando ai dati resi noti le vacanze in seconde case e alloggi in affitto sono cresciute nei primi sei mesi dell’anno del 3%  per gli italiani e del 2% per gli stranieri. E solo a luglio le vacanze degli italiani nelle seconde case sono aumentate del 13%. Si stima che questa fetta del mercato turistico generi oltre 440 milioni di presenze, il 40% legate ad alloggi in affitto con un giro d’affari sui 6,5 miliardi di euro l’anno.
Calano i turisti ma crescono i giorni di permanenza e “l’attrattiva dell’Italia resta invariata” sia per gli italiani che privilegiano i mesi “fuori stagione”, sia per gli stranieri i cui arrivi sono diminuiti del 2,8% contro previsioni ben maggiori.

S.M. “Nazione, Carlino, Giorno”, 29 settembre 2009”

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