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BRAMBILLA:”NO AI PARRUCCONI NEL NUOVO PARTITO”

Pubblicata il 23 Novembre 2007

Michela Vittoria Brambilla, ha letto il Secolo XIX? Don Gianni Baget Bozzo dice che lei è Berlusconi femmina. Apprezza?
«Di più».
Baget aggiunge che lei si muove, parla e pensa come Berlusconi.
«Ho una tale stima di don Gianni che il piacere per un simile complimento si moltiplica per mille».
Potrebbe essere una critica alla sua personalità.
«Assolutamente no. Prima perché sono sicura che non è nelle intenzioni di don Gianni, e poi perché Berlusconi è un grande leader, un grande politico, un capo carismatico e un immenso comunicatore: il paragone non può che lusingarmi».
Baget non lo vede più come premier, però.
«Ho letto anche questo».
Le risulta?
«Io credo che il presidente Berlusconi abbia pensato a diverse ipotesi. Io credo e mi auguro che lui resti. C’è troppo bisogno di un uomo così».
Teoria di Baget: lui dietro le quinte e in prima linea voi giovani con volti nuovi e freschi. Nel suo caso, anche bello.
«La teoria di don Gianni è coerente. Io penso però che la figura di Berlusconi sia troppo importante, anche se magari avrebbe voglia di dedicarsi di più alle sue aziende. Certo, se all’ultimo non avesse voglia di impegnarsi per altri cinque anni…».
…lei sarebbe pronta.
«Assolutamente no, no e no. Ringrazio Baget attraverso il Secolo XIX, ma che io faccia il premier non è un’ipotesi».
Però la mossa sarebbe geniale: non essendoci un altro uomo come Berlusconi, ecco una donna come Berlusconi.
«In caso improbabile di successione, ci sarebbero altri con maggiore esperienza pronti a rilevare il testimone».
I parrucconi: ma lui non li vuole più.
«Lo hanno capito male. Il parruccone non è colui che fa politica da tanti anni, perché allora guardiamo la carta d’identità, tracciamo una border line ed è tutto molto semplice, con molti sprechi di talento però. Parrucconi sono coloro che hanno fatto cadere la politica in questo cerchio di immobilismo».
Per restare in Liguria: Alfredo Biondi? Claudio Scajola?
«Ma no! Assolutamente! Loro sono degni della massima stima, hanno professionalità, si sono subito schierati al mio fianco».
Enrico Nan?
«Povero Enrico! E perché mai? Anzi lui è stato il primo a sostenermi, fa da tramite tra il partito e i circoli, sentirete ancora tanto parlare di lui».
Ma l’uomo nuovo, in Liguria?
«Ce ne potrebbero essere parecchi, però non è il momento di fare i nomi. Proprio questa settimana definiamo esattamente i comitati esecutivi: sono le nostre braccia sul territorio, che è diviso per regioni e per province. Poi, tutto sarà pronto per essere traghettato nel nuovo partito».
Base sociale?
«Imprenditori, commercialisti, avvocati ma anche le casalinghe. La caratteristica è che sono tutti molto giovani.
Ventenni?
«No. Anche quarantenni, se no dovrei considerarmi una vecchietta io stessa. Però nessuno di loro ha mai fatto politica. La novità è questa».
Dovranno fare un corso rapido di apprendimento.
«Ci saranno dei gruppi di lavoro: chi sarà il referente dell’impresa, chi si occuperà dei rapporti con le istituzioni, chi del sociale, chi delle politiche giovanili…».
Il 2 dicembre ci saranno le pre-adesioni, il 30 gennaio la costituente.
«Aspetterei prima di ufficializzare le date».
Il nuovo è lei?
«Sicuramente sono un politico nuovo. Anzi, come Berlusconi, un imprenditore prestato alla politica».
La Prestigiaconio è il vecchio? E’ stata una parruccona a soffiarle il posto all’ultima puntata di Ballarò?
«Ma per carità! Io quella sera non sono potuta andare. Mi ha convocato Berlusconi, c’era da parlare proprio del nuovo partito. Ho chiamato Floris e gliel’ho detto, ha dovuto sostituirmi».
Ci sono persone insostituibili.
«Non ci casco. E poi, scusate: stiamo per fare un partito antipoltrone e dovrei cercare subito una poltrona? Sarebbe poco serio».”
Il Secolo XIX, Paolo Crecchi, 23/11/07

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