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Sono in politica per
realizzare ciò che
credo giusto, altrimenti
mi sarei accontentata
di sognare.

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BRAMBILLA: “NOI VOGLIAMO RAPPRESENTARE LA GENTE”

Pubblicata il 28 Gennaio 2007

Michela Brambilla, «grinta da tigre» per guidare i circoli
Cosa è cambiato? «È cambiato per esempio il governo» risponde Michela Vittoria Brambilla, 38 anni, leader di una impresa che commercia prodotti ittici, nonché presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio, una passione viscerale per il giornalismo e per gli animali. «Non avevo mai pensato di mettermi in politica, nel senso che vivo bene del mio, e non vedevo questa necessità. Poi, assieme agli altri imprenditori e professionisti ci siamo accorti che questo governo non riusciva ad intercettare il paese reale, così abbiamo sentito la necessità di scendere in campo». Come Berlusconi nel ’93? «Uno dei motivi per cui ritengo che lui sia, in assoluto, il leader della Cdl è il fatto che non è un politico politicante: è un uomo che rappresenta la gente, oltre ad essere uno dei più grandi imprenditori che io abbia mai conosciuto». Anche lui l’apprezza molto. «Ci sentiamo praticamente tutti i giorni, ho un grande sostegno da lui, perché crede tantissimo nei circoli della libertà. E crede molto, come me, che ci troviamo davanti ad un nuovo ’94, anche se con una consapevolezza diversa». Qualche tempo fa, Bondi disse: solo una donna può raccogliere l’eredità del Cavaliere. E lei la Ségolène del centrodestra? «È prematuro parlarne. Per ora, non sono un leader politico». In futuro lo potrebbe diventare? «Saranno i cittadini a deciderlo». Ha già pensato di candidarsi con Forza Italia? «Se ne parlerà alle prossime elezioni. Al momento, i circoli sono una realtà separata dal partito. Li definirei piuttosto come uno strumento di organizzazione di massa che vuole dare voce alle persone, non sono un movimento politico». Sono però una rete destinata a portare la linfa a Berlusconi e, se mai vedrà la luce, al partito unico. «Certamente, oggi Berlusconi è il leader della Cdl ed è a lui che fa capo la federazione che diventerà il partito unico del centrodestra di cui i circoli sono la culla. Oltre ad essere il termometro per capire la realtà del paese e rafforzare il radicamento sul territorio». Di Forza Italia? «I forzisti sono al 40%, poi ci sono tanti di An, tanti dell’Udc che non si riconoscono nella linea del presidente Casini, qualcuno della Lega». Il collante è l’antiprodismo? «Tutti i cittadini italiani che si riconoscono negli stessi ideali, non amano questo governo e lo vorrebbero sostituire». Di lei hanno detto: fisico da modella e grinta da tigre. Si riconosce nella descrizione? «Sul fisico da modella non tocca a me dirlo. Sulla grinta da tigre è vero, sono battagliera. Combatto per ciò in cui credo. Non ho nessun altro fine se non le battaglie in cui credo, e come tutti i giovani non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno». Pare sia anche stakanovista. «Già dormivo poco prima di gettarmi in questo impegno, ora ho definitivamente abbandonato il sonno. Spengo il computer alle tre di mattino e alla mattina mi alzo come tutti i cristiani che vanno a lavorare. Sono un presidente-operaio».
“La Nazione”, “Il Resto del Carlino”, “Il Giorno”, 28 gennaio 2007

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