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BRAMBILLA:”NON SCHERZATE SULLA ROSSA”

Pubblicata il 27 Settembre 2007

“Hanno un piccolo difetto le dieci sinistre italiane: sottovalutano sempre l’avversario. Anzi, fanno di più: lo deridono, lo insultano, lo indicano al pubblico dileggio. Se poi l’avversario è una donna, il sinistrume esplode. Se per di più si tratta di una donna bella, con le idee chiare e che sa stare in tivù senza fare la velina, il bombardamento è a tappeto. Si ergono a giudici schiere di maschi attempati, capaci soltanto di fare flanella sui divani di Montecitorio. E di emettere sentenze boriose. Senza immaginare che proprio quella femmina potrebbe essere la causa della loro rovina politica. È questo il caso di Michela Vittoria Brambilla, la rossa forzista che guida il neonato Partito della Libertà. Sfottuta all’infinito dalle sinistre e poco amata all’interno di Forza Italia, la sua vicenda è di una semplicità elementare. Il punto di partenza sta nel fatto che il blocco guidato da Silvio Berlusconi ha perso le elezioni del 2006 per un pelo. Alla Camera gli sono mancati 25 mila voti. Al Senato ha avuto più voti dell’Unione, ma si è trovato in minoranza per via della legge elettorale voluta dallo stesso centro-destra. Il Cavaliere ha subito imparato la lezione. E non da solo. Anche a sinistra qualcuno con un po’ di sale in zucca ha fatto due più due. Per esempio, Piero Fassino che in un’intervista per “L’espresso” mi disse: «Siamo un paese spaccato in due scelte politiche opposte. Un distacco minimo fra i due blocchi è praticamente inevitabile. Dobbiamo imparare a governare questa condizione di quasi parità. E deve imparare a farlo chiunque vinca. Cercando di passare dal bipolarismo crudele e feroce di oggi a un bipolarismo mite».
Un impegno sovrumano in un paese con le elezioni sempre alle porte. Infatti nessuno ha ascoltato il consiglio di Fassino. Ma la “quasi parità” ha spinto il Cavaliere a prendere all’istante misure necessarie. Le riassumo così: tutto quello che “fa voto” è buono e devo portarlo dalla mia parte. È cominciata allora la sua caccia alle listine e alle listucce più varie, indispensabili per conquistare quel tanto di consensi necessario alla vittoria. Insieme è nata l’Operazione Brambilla, la più innovativa e intelligente fra le molte tentate dalla casta nostrana. Per chi l’abbia dimenticato, ricorderò che a Michela la Rossa il Cavaliere ha affidato il Partito della Libertà, nato all’inizio di agosto. Che cos’è il Pdl? Le definizioni si sono subito sprecate. Marcello Dell’Utri ha detto: «È una sottomarca di Forza Italia». L'”Economist” ha evocato la tecnica del “line filling”, quella usata dalle grandi aziende per completare la propria offerta di prodotti. Ma la spiegazione più chiara l’hanno proposta due eccellenze di Forza Italia: Martello Pera, ex presidente del Senato, e Niccolo Ghedini, l’avvocato di Berlusconi e senatore.
Pera ha scritto sulla “Stampa”: «E il gemello che serviva, accanto a Forza Italia. Dove inserire i tanti esterni o i molti diffidenti », Ghedini è stato ancora più esplicito. Il 22 agosto, un mese prima che emergesse il Grillo politico, ha detto a Giovanna Casadio di “Repubblica”: il Pdl «sarà una super-lista civica, per attrarre l’area del non-voto, per recuperare i delusi dai partiti. Questa super-lista a livello nazionale ha come target chi non si riconosce nel sistema partitico esistente, pur essendo di centro-destra. Come si vede, tanto i grillisti che i superstiti dei girotondi non stanno inventando nulla di nuovo. Ancora una volta, il diabolico Berlusca li ha preceduti. Il Pdl di Michela la Rossa per ora è una struttura dormiente, ma destinata a entrare in azione non appena saranno indette le elezioni. Attenzione: dormiente non significa inattiva. La Rossa sta già lavorando. E immagino che se ne infischi della polemica sui Circoli della Libertà. Lei sostiene: «Sono cinquemila». Dell’Utri replica: «Quei circoli non esistono». Ma è una diatriba che non conta nulla. Quello che conta è che, al momento giusto, la Rossa sia in grado di assolvere al compito che le è stato affidato: agguantare gli astensionisti che non si fidano delle vecchie facce del centro-destra, compresa la faccia levigata del leader. II Cavaliere confida molto nel listone civico della Brambilla. Secondo Augusto Minzolini della “Stampa”, Berlusconi ha detto: «Con la Brambilla avremo il 4 per cento in più». Non so valutare questa previsione. Mi limito a osservare quanto sta accadendo sul fronte opposto. II Partito Democratico nasce nel caos. E le liste di Grillo, se ci saranno, ruberanno voti al centro-sinistra. Nel frattempo, le dieci sinistre italiche seguitano a sfottere la Rossa. A loro dico: state attenti, non fate i minchioni. Ci riusciranno? Mia nonna Caterina diceva: chi nasce minchione, muore minchione. Amen!”
L’Espresso, Giampaolo Pansa, 27/09/07

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