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BRAMBILLA:”VOGLIO UNA MONTAGNAPIU’ SICURA”

Pubblicata il 17 Febbraio 2010

Bormio (Sondrio) – Febbraio

«Chissà come sarà geloso mio figlio Vittorio nel vedermi con suo cugino Chicco in queste foto…». Michela Vittoria Brambilla, tuta da ski bianca e chioma rossa d’ordinanza, posa per “Chi” con il nipotino Federico di cinque anni, la sorella Federica (“Chicca” pure lei), il cognato Nicola e il padre Vittorio. Vacanze sulla neve per il ministro del Turismo? Nulla di tutto ciò. Il ministro delle vacanze non va in vacanza. Al massimo si concede una pausa di dieci minuti per prendere il thè in famiglia, a margine del forum sul Turismo invernale, che ha voluto a tutti i costi si tenesse qui, a Bormio, in Valtellina. Sulle vette della sua infanzia. Al Ciuk, a quota 1800, gioca con i bambini dello ski-club, abbraccia i cani da valanga e assiste ad una dimostrazione di soccorso alpino con moto da neve ed elicotteri. Il ministro “Michela” qui gioca in casa, conosce tutti. Perché la sua casa di Calolziocorte è solo a 140 chilometri e i suoi genitori l’hanno messa sugli ski appena ha cominciato a stare in piedi con una certa sicurezza.

Domanda. Ministro, lei sarà una campionessa…

Risposta. «Me la cavo. Sa qual è l’ultima volta che ho messo gli ski? Un anno fa a Cortina in occasione del precedente Forum del Turismo invernale. E solo per un’ora».

D. L’ultima sciata da ricordare?

R. «Quando io e il ministro Ferruccio Fazio ci siamo fatti calare con l’elicottero sul ghiacciaio del Monte Rosa e abbiamo sciato per sei ore in neve fresca…Confesso che alla fine ero proprio morta, ma sul momento ho fatto finta di nulla, non potevo dare una simile soddisfazione al ministro della Salute».

D. Un bel coraggio.

R. «Sono spericolata e amo la velocità ma non sono incosciente. Come abbiamo visto in questi giorni il tema della sicurezza in montagna è fondamentale. Per questo ho preparato un disegno di legge che preveda una più moderna regolamentazione delle professioni legate al turismo montano. Più garanzie per gli operatori e più sicurezza per i turisti».

D. Torniamo a lei. E’ legata a queste montagne?

R. «Mio padre ha partecipato come imprenditore alla costruzione degli impianti di risalita. Venivamo tutti i week end. Per un anno intero abbiamo abitato qui. Ho frequentato a Bormio la quarta elementare. Ricordo quell’anno con grande piacere. Mentre a casa ero sempre controllatissima, qui potevo andare a scuola a piedi e tutti i pomeriggi andavamo a sciare… Mi sentivo libera…Il figlio del mio maestro di ski, ora è lì che insegna al mio nipotino…».

D. Sua sorella Federica lo porta spesso.

R. «Siamo molto unite. E lei adora la montagna. Spesso però gira l’Italia per assecondare la sua passione. E’ istruttrice federale di bridge».

D. Ma lei non ha mai paura?

R. «No, mai. Sono una coraggiosa, nella vita e nel lavoro. E questo mi rende molto libera. Anche il premier me lo dice sempre: “Tu non hai paura di niente, andresti anche in mezzo alle gambe del diavolo…”».

D. Nemmeno della crisi del settore turistico?

R. «Come si vede dai dati il calo delle presenze è stato contenuto ed entro la fine della stagione invernale ci sarà un incremento del 3% rispetto all’anno passato».

D. Come si difende in politica e nella vita?

R. «Con idee chiare e determinazione. Mi concentro per tracciare il cammino verso l’obiettivo. E ricerco il confronto con umiltà. Ma poi, una volta individuata la strada da percorrere, vado fino in fondo come un “caterpillar” (come la definisce Berlusconi). Non mi faccio condizionare».

 

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