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BRAMBILLA:”SCHIFANI RILANCIA I CASINO’ E BRAMBILLA APPROVA”

Pubblicata il 1 Marzo 2009

“Tra lo stupore dei presenti e qualche mugugno della Lega, è stata la seconda carica dello Stato ad alzare la palla. Alla schiacciata, la titolare del Turismo. “I tempi sono maturi – ha detto Renato Schifani in una conferenza a Torino – per far sorgere nel Centro e nel Sud nuovi casinò”. “Benissimo – ha capitalizzato Michela Brambilla  – ma di case da gioco ne mancano ovunque, a cominciare dagli hotel a 5 stelle”. Non a caso, ha poi precisato il sottosegretario al Turismo, “ci siamo già messi a lavorare in termini normativi per autorizzare gli alberghi di lusso ad aprire al loro interno casinò almeno per i loro clienti”.
Nuove case da gioco in vista, quindi? In realtà, oltre all’opzione alberghiera (“che, comunque – ha aggiunto Brambilla – ci farebbe guadagnare terreno rispetto agli altri Paesi: solo per fare un esempio, i nostri cugini francesi possono contare su 188 case da gioco”) non ci sono al momento certezze sulle possibili località di apertura dei casinò. Negli ultimi anni, sono state presentate 9 proposte di legge: dall’apertura di 10 case da gioco distribuite per 4 macroaree al caso-Taormina, fino all’istituzione degli albi dei ‘manager d’azzardo’ e dei croupier. Ieri, per esempio, il senatore del Pdl Candido De Angelis ha rilanciato la candidatura di Anzio, proponendo di suddividere i proventi tra gli enti locali per scopi utili alla collettività. Negli anni, almeno 20 località hanno perorato la loro causa. Ce n’è però una che, in questo momento, ha più chances di farcela. È Taormina, già sede di una casa da gioco fino al ’64. Il siciliano presidente del Senato non ha usato reticenze in proposito, lanciando il sasso dei casinò, soprattutto nel Sud, anche per “offrire una nuova risorsa all’industria del turismo”. “Oggi essere contrari – ha precisato Schifani – non si giustifica più. L’Italia gode degli effetti positivi di un buon sistema anticrimine. È ormai possibile quindi scegliere di realizzare un progetto che da decenni non trova attuazione. I nuovi casinò – ha concluso la seconda carica dello Stato – aumenterebbero la risposta italiana alla concorrenza degli altri Paesi”. Verosimilmente, applaudiranno gli amanti di roulette e slot machine (nel 2008 sono stati 3,5 milioni i visitatori dei 4 casinò italiani: Venezia, Saint Vincent, Sanremo e Venezia). I detrattori, invece, ancora lì a domandarsi cosa mai centrasse la proposta di Schifani con la conferenza delle città della cultura, a cui Schifani ha preso parte. “Non ho mai capito – ha detto la presidente del Piemonte del Pd, Mercedes Bresso – perché i casinò sono vietati. Io sono una liberista, ma non riesco a vedere la connessione fra le case da gioco e il turismo culturale”. “Bisogna capire – ha ammonito il leghista Massimo Garavaglia – un conto è aprirne un paio, altro è pensare di farne una per regione”.
La Lega “è sempre stata contraria all’abuso del gioco d’azzardo”. Contraria ai nuovi casinò anche l’Associazione di telespettatori cattolici Aiart. I dati (oltre ai bilanci in rosso nel 2008) forniscono però spunti di riflessione interessanti: innanzitutto perché i visitatori delle case da gioco sono in aumento. Inoltre, stando al”European casinò association, l’Italia viene collocata al 7° posto nel mercato europeo di settore, che vale complessivamente 9,3 miliardi. Crisi permettendo.
Marcella Cocchi, “Nazione-Carlino-Giorno”, 01 marzo 2009″

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