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BRAMBILLA SCUOLA: “IL CDM AFFRONTA IL TEMA DEL PRECARIATO”

Pubblicata il 3 Settembre 2009

Il Consiglio dei Ministri, che si è riunito il 3 settembre, ha condiviso i contenuti di una norma, che verrà definita nella prossima seduta, tesa a sanare parzialmente il contenzioso che riguarda il precariato nella scuola; fermo restando il principio che i contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze, in quanto necessari per garantire la continuità del servizio scolastico, non possono trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato e consentire la maturazione di anzianità, il Governo intende prevedere, al fine del conferimento delle supplenze temporanee e limitatamente all’anno scolastico 2009-2010, che le stesse siano assegnate con precedenza assoluta al personale docente ed ATA già destinatario di supplenze annuali nel precedente anno scolastico.
Le disposizioni si inquadrano con l’indirizzo del Governo di trasformare politiche “passive” di carattere assistenziale in politiche “attive” di lavoro e saranno approvate nella prossima riunione. Il Consiglio ha proseguito l’esame, già avviato il 31 luglio ultimo scorso, del decreto-legge, su proposta del Presidente del Consiglio e del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, finalizzato ad un rapido assolvimento di obblighi nei confronti dell’Unione (direttive giunte in scadenza, per il recepimento delle quali occorrono norme di coordinamento con il diritto comunitario), nonché ad ovviare a procedure di infrazione attivate a seguito di un mancato o non corretto recepimento di direttive comunitarie. L’esame verrà prossimamente completato.

Il Consiglio ha poi approvato i seguenti provvedimenti:

su proposta del Presidente del Consiglio:
uno schema di disegno di legge che delega il Governo alla redazione di un testo unico in materia di Servizio civile nazionale per riorganizzare ed aggiornare la normativa esistente alla luce del definitivo chiarimento operato dalla Corte Costituzionale nel 2004 circa il significato del principio costituzionale di difesa della Patria, definito perseguibile anche con attività di impegno sociale non armato. Il Servizio civile nazionale, come ha illustrato il Sottosegretario Giovanardi che ha redatto il disegno di legge su delega del Presidente Berlusconi, è notevolmente cambiato nel corso degli ultimi anni; la normativa che sarà oggetto di riordino e di definizione (sulla base dei criteri dettati dal disegno di legge oggi approvato) necessita di interventi che consentano di superare alcune discrasie interpretative, ma soprattutto di prendere atto delle nuove esigenze: ripartire adeguatamente la materia fra i livelli di governo statale, regionale e provinciale; delineare lo status del giovane impegnato nel servizio; rivedere l’orario articolandone la durata, il tutto al fine di stimolare i giovani ad avvalersi di questo strumento formativo per la persona e di ausilio sociale e civile. Il Sottosegretario Giovanardi ha sottolineato l’importanza di stimolare la domanda di accesso anche nelle aree del Paese dove minore è la diffusione del Servizio; la distribuzione territoriale, infatti, risulta più carente nel Nord e pertanto il disegno di legge propone la mobilità interregionale da attivare in caso di carenza di domande per la partecipazione a progetti da realizzarsi in determinate aree. Migliorerà il sistema di accreditamento degli enti e di valutazione dei progetti su cui impegnare i giovani e verranno individuati criteri di priorità per quelli finalizzati all’assistenza a categorie di persone particolarmente svantaggiate. Il disegno di legge verrà sottoposto al parere della Conferenza Stato –Regioni;

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