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SCUOLA, ON. BRAMBILLA: “DISFATTA DEL GOVERNO SUGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO, E’ UNA VERGOGNA”

Pubblicata il 16 Gennaio 2017

Il dossier sulla “mobilità selvaggia” degli insegnanti di sostegno, pubblicato oggi da “Tuttoscuola” e anticipato dal Corriere della sera, certifica una vera e propria “disfatta” su questo fronte delicatissimo del diritto allo studio”. Lo afferma l’on. Michela Vittoria Brambilla (Fi), presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. “In un Paese che si dice civile – aggiunge – certe cose non dovrebbero accadere, è una vergogna”.

“Mentre il governo esercita solo in extremis le deleghe della cosiddetta “Buona scuola”, e discute, per esempio, se applicare ai bambini delle elementari l’“educazione di genere” – sottolinea la presidente – emerge che sono interessati a vario titolo da trasferimenti, nell’anno scolastico 2016-7, circa 60 mila insegnanti di sostegno su 137.501. Cioè più di due docenti su cinque hanno cambiato, o stanno cambiando, scuola. Benché gli insegnanti di sostegno costino allo Stato 5 miliardi in stipendi, non soltanto non si riesce ad assicurare uno stabile supporto agli alunni disabili, ma se ne costringono circa 100 mila, su 234 mila, a cambiare molto spesso la figura di riferimento. Con quali danni per i ragazzi, e quale violazione dei loro diritti, è facile per chiunque immaginare. Affronteremo anche questo tema nell’indagine sulla salute psico-fisica dei minori disabili che la commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza ha avviato”.

Ma non è tutto. “Resta grave – incalza l’ex ministro – il problema della distribuzione territoriale degli insegnanti di sostegno, con i disabili del Mezzogiorno che possono contare su 11 mila docenti in più, mentre nel centronord la cattedre restano più spesso scoperte e fioccano le cause (sacrosante) delle famiglie contro lo Stato inadempiente. Da Tuttoscuola – continua – apprendiamo inoltre che il “concorsone” lascerà comunque vacanti il 40 per cento dei 5 mila posti di insegnante di sostegno “regolarizzati”. Non dimentichiamo, infine, che tra le competenze delle Province da riassegnare a Regioni e città metropolitane ci sono anche il trasporto gratuito per le scuole secondarie e l’assistenza per gli alunni con cecità e sordità nelle scuole di ogni ordine e grado e per gli altri alunni con disabilità nelle scuole superiori. Con i tagli operati dalla legge di stabilità tale ridistribuzione è divenuta, se non impossibile, estremamente difficoltosa. Ecco – conclude l’on. Brambilla – il panorama che la “Buona scuola” offre agli alunni disabili e alle loro famiglie, con la prospettiva di dover affrontare un’odissea dolorosa, e magari ricorrere alla giustizia, per ottenere il rispetto di un diritto costituzionalmente garantito”.

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