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BRAMBILLA:”SERVE UNA POLITICA TURISTICA NAZIONALE”

Pubblicata il 8 Febbraio 2009

“”Non siamo stati in grado di intervenire in alcun modo per prevenire la caduta del nostro sistema turistico. E la responsabilità è in capo alla politica che, da troppi anni a questa parte, continua a sostenere solo la grande industria invece di scommettere sull’unico settore che potrebbe aiutare la nostra economia a risollevarsi, cioè l’industria del turismo”. Incentivi per le auto, sgravi fiscali per gli elettrodomestici, interventi a sostegno del settore del mobile, ma per il turismo al momento non si prevede nulla. E allora Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega proprio al turismo, richiama i suoi colleghi di governo: “Occorre aprire gli occhi – dice – rendersi conto che non parliamo di folklore o di divertimento ma di una vera e propria industria che produce il 10% del nostro Pil”. Aiutare il turismo, insomma, per aiutare l’economia dell’intero Paese: “Parliamo di un settore strategico che ha registrato le migliori performance nel mondo negli ultimi anni e che potrebbe sostenere la crescita del nostro Paese nel medio termine. E dal momento che non si tratta di un settore maturo ma in fase di espansione, i sostegni economici saranno funzionali alla ripresa”. Lei conosce bene le tabelle che raccontano il declino di questo settore strategico dell’economia italiana. “Nel 2008 il fatturato del turismo in Italia è sceso del 6 percento rispetto all’anno precedente. II calo è di 4 miliardi di euro, pari allo 0,3 per cento del Pil. Per l’occupazione si stima un decremento di circa 40 mila unità ed è notizia di questi giorni che le grandi catene alberghiere hanno dato il via ai licenziamenti. Senza un adeguato sostegno economico, nel 2009 l’impatto sarà ancora più profondo”. Ma anche il sottosegretario sa che questa è una crisi che viene da lontano: “Vi sono ragioni di carattere strutturale, come l’inadeguatezza della nostra rete di servizi, logistica ed infrastrutture, e ragioni di carattere congiunturale, quali la contrazione dei consumi domestici e la crisi finanziaria internazionale. Non vi è stato ad oggi alcun coordinamento centrale che potesse incardinare la promozione del nostro Paese in una politica di sostegno dell’intero sistema Italia, con il risultato che, oltre a perdere posizioni, abbiamo sprecato molte risorse”. Errori che sono stati ripetuti per anni nonostante tutti i politici che si sono occupati di turismo abbiano detto di volerli eliminare. “Ma davvero – dice adesso Brambilla – non possiamo più permetterci di farli, il presidente del consiglio è della mia stessa opinione e io non considererò quindi assolto il mio mandato sino a che non sarò riuscita ad invertire la rotta”. Cosa fare dunque? “Occorre dare finalmente vita ad una politica nazionale del turismo insieme a tutte le istituzioni ministeriali che interagiscono con questo settore: dall’economia ai beni culturali, al commercio estero, all’ambiente, alle infrastrutture e ai trasporti. In questo momento il settore è in emergenza e quindi occorre una strategia globale”.
L. Sal, “Corriere della sera”, 8 febbraio 2009

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