Vai a: COPERTINA, AMBIENTE.

Sono in politica per
realizzare ciò che
credo giusto, altrimenti
mi sarei accontentata
di sognare.

News

BRAMBILLA”SIAMO IL VIVAIO DELLA FUTURA CLASSE POLITICA”

Pubblicata il 27 Gennaio 2007

La Presidente dei Circoli della Libertà «Gianfranco?Lo stimo, ma il voto ha scelto il Cav»
Presidente, che cosa pensa del suo futuro leader Gianfranco Fini? Un sospiro. Arrossisce un po’ e prende fiato Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Circoli della Libertà, ormai la donna più vicina (politicamente parlando) a Silvio Berlusconi. Rotea gli occhi, fa una piccola smorfia con la bocca come se si stesse mordendo il labbro. Chiede esattamente che cosa ha detto Berlusconi, anche se lo sa benissimo. Afferma di avere qualche dubbio perché, dice, le agenzie di stampa hanno riportato due versioni diverse. Presidente, ha ragione: ci sono due frasi leggermente ma sostanzialmente diverse. Ma la sintesi di entrambe è che Berlusconi ha investito Fini come suo successore. La domanda è: lei che cosa ne pensa? Prende tempo la Brambilla. Poi s’illumina come se avesse finalmente trovato che cosa dire: «Il mio leader è Silvio Berlusconi. Oggi è lui, e lo hanno deciso gli elettori». Non c’è dubbio: la sortita di Berlusconi ha destato non poche perplessità persino tra i suoi fedelissimi. Anche un po’ di smarrimento tra chi, come la Presidente dei Circoli della Libertà, veniva indicata come un possibile successore del Cavaliere. «In verità stiamo commentando una frase non chiara». Scusi, ma certamente più che i giornali è lei che è in contatto con il cavaliere… «Si, ma io oggi non l’ho sentito». Ma che cos’ha contro Fini? «Io? Nulla, assolutamente nulla. Lo stimo, è molto bravo e certamente è anche un grande comunicatore, un uomo di grande chiarezza, fa capire le nostre posizioni. Come adesso con queste liberalizzazioni, ha detto una cosa assolutamente giusta. Non capisco queste mini – riforme del governo a che cosa serviranno? A nulla, sono fatte solo per colpire i più deboli, favorire i loro amici, e non cambieranno la vita ai cittadini. Vuole un esempio? Io ho i capelli lunghi, mi farebbe comodo andare dal parrucchiere il lunedì mattina. Ma l’apertura anche quel giorno non mi cambia certo la vita…». Scusi, lei intanto è brava come Fini a cambiare argomento. Stavamo parlando della successione a Berlusconi…. «Ho detto quello che dovevo dire. Ora vado avanti per la mia strada». Quale scusi? «Beh, quella dei Circoli della libertà. Abbiamo aperto l’Associazione appena alla fine di novembre e già siamo a quota quattromila circoli aperti. C’è un desiderio enorme di partecipazione anche dei nostri simpatizzanti. Ecco, parlo di simpatizzanti e non di militanti perché questi ultimi sono quelli dei partiti». E voi con i partiti non c’entrate? «Noi siamo un’altra cosa. Siamo aperti a coloro che non fanno politica attiva. E devo dire che in questo caso esiste molta più voglia di unità dei dirigenti politici». Si sta riferendo ai leader? «No, per carità. Voglio dire che capisco benissimo che oggi in una qualunque provincia ci sono quattro segretari di quattro partiti. E ovviamente nessuno è disponibile a cedere la sua quota agli altri e mettersi a fare domani il vice di un unico segretario. Questo lo capisco, dico cha la gente tutti questi ragionamenti non li fa. Anzi, vuole unità. Non a caso nei circoli abbiamo un 40 % di presenza di elettori di Forza Italia, 30 % di An e tantissimi dell’Udc che non hanno affatto condiviso la scelta del loro leader». Scusi, ma lei dice che i Circoli della libertà non c’entrano con la politica. Ma “da grandi” cosa volete fare? «Ma noi guardiamo al futuro partito unico. Qui ci sono tanti giovani che hanno voglia di crescere, magari questo sarà il vivaio dove attingere per costruire la classe politica di domani, i futuri sindaci, i Presidenti degli enti locali». Presidente, ma non è ora di una donna leader del centrodestra tipo Ségolène Royal o Hillary Clinton? «Guardi, rabbrividisco quando sento parlare di quote rosa. Ho una formazione e una cultura liberale, il mio metro è la mia meritocrazia. Però devo ammettere che sono servite per l’affermazione delle donne. Insomma, una bella bazookata ci vorrebbe per smuovere la situazione».;fine-testo
Autore – Paolo Zappitelli e Fabrizio Dell’Orefice “Il Tempo”, 27 gennaio 2007

Rassegne stampa