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BRAMBILLA:SONO CONCRETA, APPASSIONATA E…NON MOLLO MAI

Pubblicata il 5 Giugno 2007

“L’appuntamento con Michela Brambilla è alle 15 in un albergo di Milano. Anzi no: è alle 17, in un bar. Contrordine: è alle 18, da tutt’altra parte. E via così, fino al giorno dopo: ore 13, alle Trafilerie Brambilla (la fabbrica di famiglia), vicino a Lecco. Dovremmo trovarci lì. Ma Michela è da un’altra parte: a casa sua, una villa sulle colline attorno al lago. È qui che, alla fine, la incontriamo. Un prologo che dice tutto. E cioè che Brambilla è una donna sempre in movimento. Starle dietro è un’impresa, che forse non riesce del tutto neppure a lei. Perché lei ha una quantità impressionante di ruoli: è amministratore delegato di tre aziende, è presidente dei giovani imprenditori della Confcommercio, è presidente della Lega nazionale per la difesa del cane, è leader dei Circoli della libertà (movimento vicino al centrodestra). Ed è la donna che Silvio Berlusconi (secondo voci da lui stesso confermate) ha indicato per la successione a capo di Forza Italia.
Eccola qua: capelli rosso fiamma che, come si dice, bucano il video (è spesso incendiaria ospite a Porta a Porta e Ballarò). Ma niente trucco, zero tacchi, tunica bianca, aria stanca. Parla tantissimo, e fuma di più. Ha costruito la sua notorietà sul contrasto: aspetto altamente femminile, grinta decisamente testosteronica.
I media hanno giocato su questa ambivalenza, fino a farne un cliché.
La infastidisce?

«Molto».
E se, invece, il suo fosse soltanto un personaggio perfetto? Una macchina da guerra?
«Meglio così: quel personaggio sono io. Quella che vedete è l’autentica me stessa. Vi sembro sexy? Ma se non ho neanche un corteggiatore. Nessuno mi si fila».
Non le chiederò perché porta i tacchi a spillo. Non voglio sapere se è vero che usa le calze autoreggenti. Non mi interessa se i suoi capelli sono tinti.
«Ottimo».
Ma una domanda antipatica gliela devo fare: lo sa che se fosse stata un uomo tutta questa notorietà non l’avrebbe ottenuta?
«Lo so. È una notorietà che nasce da una sorpresa, da un pregiudizio: nessuno pensa che una donna piacevole possa anche essere impegnata, seria, determinata, produttiva, vincente».
Lei è così?
«Io sono una persona molto concreta. E molto appassionata. Sono un imprenditore».
Allora è vero che lei parla di sé al maschile…
«Lei può testimoniare il contrario. Hanno detto e scritto un sacco di sciocchezze su di me: che ho fatto la modella, che mi faccio cucire la biancheria intima addosso… Non mi interessa: non voglio neanche replicare».
Lei sarà la prossima leader di Forza Italia?
«Fantascienza. Berlusconi è un immortale. Per succedere a lui dovrei aspettare secoli» (ride).
Ma noi vogliamo sapere se, a lei, quel posto interessa…
«Non ho bisogno di poltrone, ne ho fin troppe. Se dovessi diventare un leader politico (e ho detto “se”) vorrei restare vicina ai bisogni reali delle persone».
Quali sono questi bisogni, secondo lei?
«I soldi che non bastano ad arrivare a fine mese, la pressione fiscale, la sicurezza. I politici si scannano sui Dico e dimenticano che la gente ha ben altri problemi».
A proposito di Dico: lei non è stata al Family day…
«Ero occupata con i Circoli della libertà».
Altrimenti ci sarebbe andata?
«Solo se questo non avesse tolto spazio a mio figlio che ha due anni e mezzo. Per me “Family day” vuol dire stare insieme a lui. E al mio compagno».
La vostra è una famiglia di fatto: niente matrimonio?
«Vogliamo sposarci. Quando c’è un bambino, il matrimonio è una buona cosa».
È vero che lei non concepisce differenze di “genere”: uomini e donne sono uguali?
«Mi hanno fatto dire anche questo. Ma non lo penso. È vero, però, che io non sono mai stata penalizzata dal mio essere donna. Quando fai l’imprenditore quel che conta sono i prodotti, i prezzi…».
E quando fa la madre?
«Una mamma è molto diversa da un papa. Se non compro io la medicina per mio figlio, non la compra nessuno. E nessuno ha i sensi di colpa che ho io quando mi allontano. Lo sa che se devo stare due giorni a Roma, torno a casa la sera per dormire? Poi all’alba riparto. Di notte prendo Vittorio, mio Figlio, e lo metto nel lettone. Lo accarezzo mentre dorme. Voglio che sappia che, se non ci sono di giorno, la notte sono sempre con lui».
Quasi evocato, a questo punto, si materializza il compagno di Michela, l’imprenditore Eros Maggioni, dice che Vittorio sta vedendo i Tele Tubbies. Poi sale sul suo fuoristrada e se ne va.
«Eros è un padre fantastico».
E come vive il fatto che lei sia impegnata su tutti questi fronti?
«Mi appoggia incondizionatamente»,
Incondizionatamente? Non ci credo. Non è facile avere una compagna che torna a casa alle tre di notte e poi risponde a mail fino alle cinque…
«E va bene. A volte tutto questo gli pesa. Ma quando io sono stanca, quando voglio mollare, mi obbliga ad andare avanti. Dice che le cose si fanno fino in fondo».
E lei che cosa fa per sopravvivere alla stanchezza?
«Quando posso mi chiudo nel mio giardino, con mio figlio e i miei animali. Ho 24 gatti, 14 cani, 2 asini. E 7 capre: le ho comprate nelle ville dei vicini, dovevano essere il pranzo pasquale e invece adesso vivono beate».
Da dove arriva questo amore per gli animali?
«Sono stata una bambina e poi una ragazzina molto sola. Giravo con la scorta (per motivi di sicurezza): scuola, lezioni di pianoforte, danza. E non avevo amici. Cosi stavo con i miei ammali. Ricordo un estate: avevo 8 anni e per stare con la mia anatra ho rinunciato alle vacanze al mare. Un giorno l’anatra è scappata: l’ho ritrovata nel congelatore del vicino. Una scena agghiacciante, un dolore enorme».
Tutta questa solitudine e, adesso, questa visibilità…
«Lo faccio solo per motivi di rappresentanza. Per le persone che credono. Sono la loro voce».
Non ha paura di essere strumentalizzata? La sua ipotetica candidatura ha suscitato molte polemiche.
«Non è carino, vero? Ma non mi importa. La mia visibilità mi serve a dare più forza a quello che faccio».
Non pensa mai di soffrire di onnipotenza?
«L’ho detto: sono un imprenditore. Vedo uno spazio di mercato, intuisco un’opportunità, costruisco un progetto, me ne innamoro. E non lo mollo».”
Grazia, Rossotti Stefania, 05/06/07

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