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BRAMBILLA:”SPEDITE A VISCO LA VOSTRA BUSTA PAGA”

Pubblicata il 4 Febbraio 2007

““Il bollo auto più caro, i ticket sanitari, le addizionali Irpef dei Comuni, l’Ici più pesante per effetto del nuovo Catasto, e non dimentichiamo il rincaro del canone Rai. Sono più di 150 euro in più di tasse pro capite. I conti si fanno solo dopo aver messo in fila questi numeri. Vogliamo scommettere che anche le famiglie sotto i 30mila euro di reddito all’anno finiranno per avere in tasca meno soldi dello scorso anno?”. Michela Vittoria Brambilla prende carta e penna, scrive cifre e sottolinea i numeri. La presidente nazionale dei Circoli della libertà, oltre che leader dei giovani imprenditori di Confcommercio, non si tira indietro. Dopo aver contestato la Finanziaria durante le tormentate settimane di gestazione, ora che è legge dello Stato, l’aggredisce pezzo per pezzo. Dall’inizio di gennaio si è scagliata contro i ticket sanitari, adesso ha preso in mano le buste paga. “A forza di torturarli, poi i numeri parlano. Eccome se parlano – continua Michela Vittoria Brambilla – e il linguaggio è quello quotidiano di chi deve fare i conti con il proprio portafoglio. Non è stato difficile fare i profeti di sventura: questa Finanziaria renderà più poveri gli italiani. E al danno si aggiunge la beffa: proprio ora che le entrate fiscali sono cresciute oltre le previsioni”. Iniziamo dalle buste paga. A gennaio sono arrivate le prime dopo l’approvazione della Finanziaria. Il Governo sostiene che fino a 30-40mila euro ci sono vantaggi. Lei concorda? “Niente affatto. Non lo dico io, lo ha detto il popolo di Internet, che ha subissato il sito del giornale “amico” del Governo, “Repubblica”, di lamentele e contumelie. Lo ha detto il sindacato, che ha calcolato in 54 euro la media di addizionale Irpef comunale. Lo dicono tutti coloro che hanno ricevuto la busta paga a fine gennaio. Vogliamo dire che mentono anche le buste paga?” Ma qualche spicciolo in più per i pensionati c’è. “Giusto uno spicciolo, forse. Ma ho letto su un altro giornale “amico” del Governo Prodi, “Il manifesto”, una feroce lettera di un pensionato che si è sentito preso in giro. Tutti gli italiani si sono sentiti gabellati. Sì, strizzati dalle nuove gabelle di Visco e compagni. Vuole che entriamo nei dettagli?” Volentieri. Facciamo un po’ di conti? “Per i single, non c’è nemmeno da discutere. Perdono e basta. Per le famiglie si prendono solo abbagli. Hanno contabilizzato dai venti ai settanta euro in più fino alla soglia dei 30mila euro di reddito all’anno, nel caso di famiglie con un solo coniuge che lavora, con moglie e due figli a carico. Ora se di conti si tratta, facciamoli con tutto quanto tocca il portafoglio degli italiani: il bollo auto colpisce certamente i meno abbienti che hanno vetture non nuove; le addizionali Irpef dei Comuni e delle Regioni; l’Ici sarà mediamente una batosta con le rivalutazioni degli estimi catastali, anche queste regalateci dalla Finanziaria. E poi i ticket? Il 25% della popolazione italiana fa ricorso almeno una volta all’anno al Pronto soccorso. E le visite specialistiche sono gravate di 10 euro ogni volta. Per ogni componente della famiglia. E posso continuare…” No, per carità. Insomma vuol dire che tra dare e avere il saldo della Finanziaria è negativo? “Per gli italiani è molto negativo. E stiamo ragionando solo delle famiglie con redditi fino ai 30mila euro. Tutti gli altri ci perdono fin dalla busta paga”. Ma quando si discute di numeri magari ci si sbaglia? “Io sono talmente sicura di quello che sostengo, che ho invitato i cittadini italiani a mandare all’indirizzo del Ministero delle Finanze (via XX Settembre Roma) o per fax al viceministro Visco le buste paga di gennaio 2007 e quelle di gennaio 2006. Così che dal confronto, anche lui si possa accorgere della realtà”. Quanti hanno aderito alla sua proposta? “Non so quanti abbiano inviato fax al ministero, ma so quanti sono quelli che hanno spedito le loro buste paga al fax della nostra sede nazionale a Milano, e so quanti hanno scritto sul sito (www.circolodellaliberta.it): una enormità. Quando Visco è pronto a guardar tutti i fax, le e-mail e le lettere che mi sono arrivati, glieli porto io di persona”. Lei ha detto di essere pronta a consegnare al Parlamento anche l’elenco delle persone che hanno sottoscritto la raccolta di firme contro i ticket. Vero? “Sì, un’altra valanga. Un’indagine che abbiamo commissionato come Circoli della Libertà, ha indicato proprio nei ticket sanitari introdotti dalla Finanziaria (per i “codici bianchi” al Pronto soccorso e per le visite specialistiche) le due più odiose tasse introdotte dal Governo Prodi. Due tasse sulla salute e sulla prevenzione, che accentuano la preoccupazione che gli italiani hanno nei confronti del sistema sanitario”. Insomma, lacrime e sangue. Ma il Governo dice che occorreva uno sforzo di risanamento dei conti pubblici. “Basta con le frottole! Lo ha riconosciuto anche Visco che ci sono 37 miliardi di euro in più nelle casse dello Stato, grazie a maggiori entrate tributarie. Il Fisco si è trovato in tasca tutto intero il valore della Finanziaria. Oltre alla Finanziaria. Ma dove finiscono tutti questi soldi? Quali buchi, quali sprechi, quali assistenzialismi si vogliono coltivare? E poi si parla di liberalizzazioni e si finisce per toccare benzinai e parrucchieri. La prima liberalizzazione è la diminuzione delle tasse. E ci sono le condizioni per intervenire. Ma il Governo Prodi non ci sente. E’ e resta il Governo delle tasse”.”
“Libero” del 4 febbraio 2007

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