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BRAMBILLA TURISMO IN CAMPANIA: “LA CRISI E’ GRAVE, MA LA REGIONE SFUGGE”

Pubblicata il 18 Gennaio 2009

“Lasciata alle spalle l’emergenza rifiuti, sul tavolo della Brambilla arrivano le proteste. Quelle degli albergatori della Campania che si sentono abbandonati (e sono costretti a licenziare) e quelle degli imprenditori tuttora convinti che il turismo sia un volano di sviluppo se, però, s’investe sulla programmazione. Almeno a medio termine. Per questo al sottosegretario con delega al Turismo rilanciano un grido d’allarme: “Non ci sono grandi eventi all’altezza del prestigio della Campania”. Senza contare, ancora, le proteste dei dipendenti dei musei che si sono visti tagliare gli straordinari. “Risolveremo il problema”, dice Michela Vittoria Brambilla che, nel frattempo, striglia Comune e Regione che si distinguono per “risposte evasive” e “opacità di comportamenti”.
L’emergenza rifiuti è ormai archiviata, eppure, nonostante a
Napoli vi siano prezzi più bassi rispetto al resto d’Italia, gli alberghi sono drammaticamente vuoti.

“Non si poteva certo pensare che gli effetti prodotti a Napoli, come in tutta la Campania, dal problema dei rifiuti potessero essere assorbiti in pochi mesi. Si è trattato di un’immagine devastante soprattutto sotto il profilo turistico che, per un lungo arco di tempo, ha fatto il giro del mondo facendo addirittura da vetrina sulle tv e sulle copertine dei più autorevoli magazine internazionali, i cui effetti negativi per l’incoming turistico sono stati scontati dall’Italia intera. E vi sarebbero state conseguenze peggiori e ancora più difficili da rimuovere se, dal momento del suo insediamento, questo governo non fosse intervenuto, invece, con estrema decisione, facendo leva su poteri e strumenti straordinari, per risolvere finalmente questa drammatica situazione. Questo per dire che la ricostruzione di un’immagine così screditata non si può fare dall’oggi al domani. Voglio comunque sottolineare che il presidente del Consiglio sta operando perché i tempi e i modi di questa ricostruzione possano essere i più brevi possibili”.
Albergatori, ristoratori e commercianti in questi giorni hanno tuonato contro l’assenza di una politica turistica di Regione e Comune: servizi inadeguati, pochi eventi. Chiedono un intervento del governo centrale.
“Ecco il punto: il governo centrale può proporre e poi anche sollecitare, in ogni modo, interventi come quelli che lei ha sommariamente indicato, che però, secondo le competenze attribuite dal nostro assetto costituzionale, rientrano nella ristretta sfera di competenza delle amministrazioni locali. Ovvero, in primo luogo, il Comune di Napoli, la Regione e poi anche le autorità portuali. Ma, da tutti questi versanti, sono, fino ad ora, arrivate per questi problemi risposte o molto parziali o addirittura elusive, come se fossero altre le priorità oggi per il rilancio dell’economia campana. Il ciclone giudiziario che da tempo imperversa su Napoli e su questa Regione ha poi fatto il resto”.
Prima dell’estate un suo pressing è stato decisivo per aprire un infopoint turistico presso l’aeroporto da Napoli. È a conoscenza che è stato chiuso perché l’Ept e l’assessorato  regionale  non hanno firmato la convenzione?
“L’infopoint – tre dipendenti a tempo determinato e qualche metro di spazio all’interno dell’aerostazione – ha funzionato per qualche tempo ma poi, scaduti il 31 dicembre i contratti, è nata, per quel che mi risulta, una disputa tra la Gesac, la società che gestisce l’aeroporto, l’Ept e la Regione sul costo di questo servizio. Da altre parti questo sarebbe stato forse un problema di lana caprina, da risolvere agevolmente intorno ad un tavolo. Qui, invece – e non voglio entrare nel merito di chi abbia maggiormente contribuito a determinare questa situazione di stallo – non si è riusciti fino ad ora a trovare un soddisfacente accordo. Così il turista che arriva a Capodichino non ha nemmeno uno sportello a cui chiedere informazioni. Pare assurdo ma è così. Ho saputo però che l’assessore Velardi ha annunciato la sua riapertura a breve. Confido che ciò avvenga”.
Mesi fa fu varato il progetto di una cabina di regia ad hoc: a che punto è?
“Questa cabina di regia, che nasce da un protocollo d’intesa firmato tra il mio dipartimento e l’assessorato al turismo della Regione Campania il 21 luglio scorso, ha intensamente lavorato, in questi mesi, per definire una strategia che servisse ad implementare tutta quella rete di iniziative che sono necessarie per il rilancio della promozione turistica. Ed intendo parlare, appunto, di infopoint da realizzare anche nell’area portuale che oggi è il terminale di un importante flusso crocieristico, e poi, di un potenziamento dei servizi come quelli, ad esempio, per la sicurezza dei musei, per non parlare anche della creazione di grandi eventi che, per la ricostruzione dell’immagine di Napoli, possano essere di grande efficacia. Ma devo dire che i risultati di questo intenso lavoro di programmazione devono ancora raggiungere il livello che ricerchiamo. Insomma, alla straordinarietà di quella che io considero, per quanto riguarda il turismo, una reale emergenza, ha corrisposto un’opacità di iniziativa da parte delle amministrazioni locali che evidentemente, come ho già detto prima, erano costrette a fronteggiare ben altre priorità, soprattutto di carattere giudiziario. Tanto che mi chiedo se non sia il caso di far fronte appunto a questa straordinaria emergenza ricorrendo ad altri strumenti come, del resto, si è fatto per risolvere il problema dei rifiuti”.
A Milano e Roma i flussi fanno registrare dati abbastanza incoraggianti, mentre in Campania, anche siti come gli scavi di Ercolano, di Pompei e addirittura la grotta Azzurra di Capri, fanno registrare per il 2008 una flessione di visitatori pari al 15%.
“L’osservatorio che fa capo al mio dipartimento sta facendo un attento screening di quelli che sono stati i risultati della stagione turistica del 2008. È evidente, come ho detto prima, che il problema dei rifiuti – che, è bene ricordarlo, è stato solo ora dal governo risolto – ha screditato l’immagine di Napoli a 360 gradi. Ma ora dobbiamo attivarci perché il 2009, nonostante la crisi economica   che è, nel frattempo, esplosa sui mercati internazionali, possa migliorare la situazione. Ed anche il governo non starà certo con le mani in mano”.
L’assessorato regionale  al  turismo investirà, attraverso due bandi, 12,5 e 3,5 milioni di euro per una campagna di promozione e un sito web sul turismo. Pensa che queste risorse debbano essere dirottate su misure più incisive per risollevare le sorti del comparto?
“Per verificare la reale efficacia di queste iniziative bisognerà studiarle nei minimi dettagli ed anche il mio dipartimento intende attivarsi in tal senso. Certamente una campagna promozionale che mostri la Campania ripulita dai rifiuti è necessaria; è anche per raggiungere questo obiettivo che l’Enit sta lavorando con tenacia. Poi vi è anche la necessità di programmare Grandi Eventi sul territorio che possano avere ricadute sostanziali sui flussi turistici a più lungo termine. Occorre però che siano strutturati, in modo da implementare anche tutto il corredo di servizi a loro supporto. Sarà forse un’affermazione fin troppo abusata, ma è solo attraverso una programmazione di sistema che l’utilizzo di queste risorse può costruire binari di vero sviluppo”.
E come uscire da questa crisi che costringerà gli imprenditori alberghieri a licenziare per il 2009 il 20% dei dipendenti?
“Faremo di tutto per impedire che questo risultato possa realmente concretizzarsi. E, a questo scopo, stiamo già programmando una serie di iniziative concertate con le categorie di impresa che operano nel turismo. E mi auguro che anche le amministrazioni locali si attivino. Vista la congiuntura economica in corso, non c’è nemmeno un minuto da perdere. E, su questo fronte come sugli altri, mi preme ribadire la massima attenzione da parte del governo”.
Adolfo Pappalardo, “Il Mattino”, 18 gennaio 2009

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