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TURISMO SESSUALE, ON. BRAMBILLA: “PERDURANTE DISATTENZIONE” DEGLI OPERATORI TURISTICI PER LA LOTTA ALLA PEDOFILIA

Pubblicata il 14 Settembre 2015

“Preoccupa” la “perdurante disattenzione” degli operatori turistici per la lotta alla pedofilia legata ai viaggi, rilevata ancora una volta dal VII rapporto dell’Osservatorio nazionale sull’applicazione della legge 269/98 (novellata dalla 38/2006) e del codice di condotta recepito il 19 luglio 2003 dal CCNL del turismo, pubblicato nel marzo 2015 dall’Ente nazionale bilaterale per il turismo e da SL&A: solo pochi intermediari che organizzano viaggi all’estero inseriscono “in maniera evidente” nei materiali propagandistici, nei programmi, nei documenti di viaggio, nei propri cataloghi l’avvertenza obbligatoria: “La legge italiana punisce con la reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se commessi all’estero”.

Lo sottolinea l’on. Michela Vittoria Brambilla, FI, ex ministro del Turismo, oggi presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e responsabile del dipartimento di Fi per il sociale e la solidarietà, in un messaggio all’Ente bilaterale che presenta a Milano i lavori per l’VIII edizione del Rapporto. Concordando “pienamente con le considerazioni svolte nel Rapporto stesso e in particolare sulla necessità di iniziative legislative e parlamentari”, l’ex ministro annuncia una proposta di legge volta a rendere più stringente l’obbligo di comunicazione, che dovrà essere assolto anche sui portali internet (ormai il 58 per cento dei cittadini europei si serve della rete per fare prenotazioni turistiche) e un’interrogazione al ministro delle Attività produttive per sapere se se dal 2006 ad oggi siano state irrogate le sanzioni previste per gli operatori inadempienti, quante e per quale importo complessivo.

“L’Italia – sottolinea l’on. Brambilla – ha dichiarato guerra alla pedofilia in tutte le sue forme, con norme severe e stringenti e campagne di prevenzione come quella che, in veste di ministro del Turismo, ho io stessa predisposto nel 2008 contro il turismo sessuale. Si intitolava, significativamente “E se fosse tuo figlio”?. Perciò qualsiasi rallentamento, disattenzione o “calo di tensione” nella lotta ad un crimine tanto orribile – da parte degli operatori privati o, peggio ancora, delle istituzioni – sarebbe una forma inaccettabile di condiscendenza verso chi approfitta del proprio potere e del proprio denaro per sfruttare i bambini delle aree povere del mondo. Oltre alla repressione, che non può mancare, oggi abbiamo bisogno, per scoraggiare i “viaggi della vergogna”, soprattutto di iniziative di informazione e di sensibilizzazione, rivolte al pubblico e ai professionisti che operano in tutta la filiera turistica e che in passato hanno dato prova di grande impegno a tutela dei più piccoli”.

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