Vai a: COPERTINA, AMBIENTE.

Sono in politica per
realizzare ciò che
credo giusto, altrimenti
mi sarei accontentata
di sognare.

News

BRAMBILLA:”UN CICLONE DALLA PARTE DELLA GENTE”

Pubblicata il 5 Maggio 2007

“È difficile che Michela Brambilla possa passare inosservata. È già un ciclone per natura. E poi ha i capelli rossi lunghi sino alle spalle, indossa tailleur giacca e gonna, porta tacchi alti anche se di suo raggiunge già il metro e settantadue, ha gambe lunghe e il fisico da mannequin in quanto non supera i 55 chili di peso. E, insomma, una bella donna. Con una grinta schiacciasassi. Perché questa giovane signora quarantenne, che porta con disinvoltura un cognome decisamente lombardo, è già mamma di un figlio, fa la sua figura nei dibattiti televisivi e solo da poco ha imboccato la strada della politica ai più alti livelli, ha una marcia in più che lei giustifica col fatto di «dormire poco». Così, pur avendo la capacità di sapere delegare, si occupa di due società commerciali che importano e vendono prodotti alimentari, dal salmone ai gamberi, e alimenti per cani e gatti; si occupa dell’azienda industriale di famiglia, una trafileria di acciaio inossidabile e al carbonio; si occupa di un centro medico; si occupa di un canile. È poi presidente nazionale dei 250 mila giovani imprenditori aderenti alla Confcommercio, soprattutto è da poco presidente dei Circoli della Libertà, il movimento che Silvio Berlusconi definisce come «la prima tappa verso un grande partito del centrodestra».
Originaria di Lecco, una sorella più giovane di due anni, Federica, che ha boutique di moda nel centro della cittadina lombarda, padre milanese e madre romagnola, Michela Brambilla ha un grande amore per il mare (d’estate era solita andare in vacanza a Cesenatico, il paese della madre, Bianca Basi, da un paio d’anni va
a Mentone dove ha comprato una casa), le piace parlare di team. E con la squadra formata in particolare dal papà, dal cugino, dal suo compagno di vita, contribuisce a gestire un gruppo che tra attività industriale e attività commerciale da lavoro nel complesso a 250 persone con un fatturato superiore ai 95 milioni: più della metà grazie alla trafileria, che esporta il 40% dei suoi prodotti, meno della metà grazie ai prodotti alimentari e al pet food. La realtà è che questa donna-vulcano non sembra sapere cosa siano gli ostacoli. Nel 1990 diventa giornalista per le tre reti televisive della Fininvest. E dopo quattro anni di servizi legati a speciali sui misteri della notte e sull’esoterismo ma anche a servizi esteri, lascia perdere tutto per mettere in piedi dal niente un’attività commerciale, quella del salmone e dei gamberi Lei in realtà ha l’industria nel suo Dna in quanto rappresenta la quarta generazione di una famiglia di imprenditori impegnati dal 1920 nell’acciaio. Appartiene infatti alla sua famiglia la Trafilerie Brambilla, sorta a Milano con il bisnonno e trasferita durante la guerra nei dintorni di Lecco, a Calolziocorte, dove i Brambilla avevano una villa abitata solo d’estate. E da quella zona l’azienda ha un nuovo sviluppo nei fili d’acciaio inossidabile e al carbonio grazie anche al papà di Michela, Vittorio, 1941, e al cugino Alessandro Valsecchi, poco più che quarantenne. Ebbene, nel 1994, mese più
mese meno, papa Vittorio diversifica l’attività industriale comprando a Milano il negozio concorrente di Peck e cioè «II Salumaio di Montenapoleone». E si accorge che in una società satellite i conti non tornano. Così chiede alla figlia di occuparsene. Michela accetta. Fino ad appassionarsi a tal punto da abbandonare il giornalismo e dare vita ad una nuova attività commerciale, creando da zero il Gruppo Sal, Sal da Salumaio di Montenapo. Ha sede a Merate, provincia di Lecco, importa e vende alla grande distribuzione prodotti alimentari. Vende con quella che Michela Brambilla definisce «una politica commerciale onesta nei confronti del consumatore». Cioè con ricarichi corretti e non speculativi. E all’inizio i bilanci della società chiudono in rosso.
Ma l’iniziativa del Gruppo Sal è talmente forte da rivoluzionare il mercato del salmone affumicato nel senso che anche la concorrenza è costretta ad abbassare i prezzi fino a quel momento in mano agli speculatori. «E un mio vanto», dice. Oggi il Gruppo Sal, entrato in partnership con i produttori, è da quattro anni leader nazionale nel suo settore e nella vendita del salmone norvegese affumicato detiene una quota del 98% in Italia e del 34% in Europa. Nel 2001 Michela Brambilla da vita sempre a Merate alla Sotra Coast International, un’altra società commerciale che importa e vende alla grande distribuzione prodotti ìttici ma freschi. E dal momento che ha da sempre una grande passione per gli animali, ad un certo punto affianca alla divisione Sal Seafood quella dedicata al cibo per cani e gatti, la divisione Sal Petfood. Con l’aggiunta di una linea biologica ed una dietetica. E dal momento che non riesce a starsene tranquilla, Michela apre il Centro medico lombardo di Cernusco Lombardone, un poliambulatorio medico chirurgico e odontoiatrico che ha come bacino d’utenza l’intera provincia di Lecco.
Nell’aprile 2003 è eletta presidente dei giovani imprenditori della Confcommercio di Lecco, tre mesi più tardi è vicepresidente dei giovani della Lombardia, sette mesi dopo il balzo alla presidenza nazionale. Gira per l’Italia sparando bordate in difesa dei giovani imprenditori che «spesso sono bloccati da un labirinto di leggi e normative». E quando accetta la proposta di presiedere i Circoli della Libertà, continua a girare per il Paese e a sparare bordate. Uno dei suoi obiettivi: «Avvicinare i cittadini alla politica vera, quella che dovrebbe occuparsi del bene comune». Anche lei ha comunque un luogo dove rifugiarsi da questo incredibile tourbillon: la villa di Calolziocorte in cui vive con la famiglia ma anche con 25 gatti, 14 cani, quattro cavalli, due asini, sette caprette, duecento piccioni. Riconosce: «Talvolta ho bisogno anch’io di un po’ di pigrizia».

Nazione – Carlino – Il Giorno, Alberto Mazzuca, 05/05/07

Rassegne stampa