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BRAMBILLA:”VELTRONI NON PUÒ FAR NULLA”

Pubblicata il 5 Luglio 2007

“«Sono in tv e finalmente nessuno mi toglie la parola», il Cavaliere è soddisfatto e del resto Michela Vittoria Brambilla non è Santoro e nemmeno Floris, e quindi non ha alcuna intenzione di guastarsi la festa interrompendo il suo leader, al debutto nella neonata Tv della Libertà. Cosi Silvio Berlusconi può prodursi liberamente in un monologo lungo un’ora e dieci, interrotto solo da tre rapide telefonate di telespettatori-fans. A metà del monologo c’è il centro perfetto del discorso, ovvero il «corteggiamento» ai parlamentari: «Ci sono molti senatori moderati, che in passato hanno ricoperto ruoli istituzionali, e che ora si sono stancati e non accettano più i diktat della sinistra».
A fare gli onori di casa è la Brambilla, tacco dodici e tailleur tortora, che attende impaziente il leader di Forza Italia mentre va in onda un filo diretto sui cinghiali di Cuneo, condotto dall’inappuntabile Antonia Ronchei. Berlusconi attacca con un panegirico a favore dei Circoli della Libertà, che «non sono legati ai partiti, ma sono formazioni prepolitiche che rappresentano l’avanguardia del partito delle libertà e una splendida avventura prodromica del partito unico». Passano 17 minuti ed ecco il primo ascoltatore, «il signor Sandro» (non Bondi) che sollecita il Cavaliere sulle «sciagurate» politiche dell’immigrazione del governo, Berlusconi va fuori tema e torna sull’instabilità del governo: «Ieri sono andati ancora sotto e se rimangono in piedi è solo per i senatori a vita, che dovrebbero farsi un esame di coscienza». Qualche insolita parola buona per Prodi «persona assolutamente moderata, un liberale», che però «pover’uomo, preferisce accettare i diktat della sinistra per restare al potere». Poi è il turno del «signor Maurizio» – «è un piacere votare per lei» – e di Berlusconi che parla di Veltroni: «Pur bravo, non può fare nulla perché è il clone di Prodi, la sua controfigura e perché se anche fosse il migliore di tutti, sarebbe comunque ostaggio della sinistra radicale». Non mancano i sondaggi: l’«effetto Veltroni» sul Pd, dati Euromedia, «nonostante l’altare innalzato dai giornali ruffiani è appena dell’uno per cento». Nel sottopancia scorrono i messaggi degli ascoltatori: una signora scrive «Siete la coppia più bella del mondo», seguono un senegalese «azzurro», una «nonna per la libertà» e un milanista: «Non far andar via Kakà».
Berlusconi si difende dall’accusa di turpiloquio, dopo aver definito «stronzate» le posizioni di Prodi: «Sono un comunicatore e se devo parlare con i ragazzi uso il loro linguaggio, così come faccio negli spogliatoi con i calciatori». L’ora è finita: telefonate arrivate secondo la redazione 7.900 (più di una al secondo), andate in onda tre. Il finale è tutto contro il governo e Prodi: «Che non mangerà il panettone a Palazzo Chigi: a meno che qualcun altro non lo inviti».”
Corriere della Sera, 05/07/07

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