“Lo sentite questo pianto disperato, questo sarebbe il “superiore interesse dei minori?” Questo bambino ha sei anni, è il bimbo di Catherine, sentite come piange perché nella notte si sveglia e la sua mamma non è lì: e lui ha paura, ha paura di non tornare più a casa e allora sua madre, che era al piano di sopra, scende e va a consolare il suo bambino e questa diventa una nota negativa nella relazione. Come può una madre sentire questo, ascoltare il suo bimbo straziato dal dolore?”. A dirlo l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza commentando l’audio, diffuso a mezzo stampa, del pianto disperato di uno dei figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la “famiglia del bosco”, che chiede di essere ricongiunto alla madre.
In una telefonata con Catherine e Danila Solinas, avvocato della famiglia, proprio la madre dei tre figli “prigionieri” esprime tutto il suo dolore: “Non posso tornare lì con la mente – dice in inglese -. Lei (rivolto all’on. Brambilla, ndr) è una madre, capisce il dolore: quando ero lì dovevo essere forte per i miei figli: ora che non sono più con loro non ho più quella forza, il mio dolore è troppo forte”.
“Quell’audio che è uscito e che noi abbiamo depositato, ma che oggi è diventato pubblico – aggiunge l’avvocato Solinas – è un audio che piega le coscienze, perché trasuda di dolore: è il dolore che vivevano ogni giorno quei tre bambini ed è il dolore che abbiamo presentato per tempo al tribunale, perché gli audio risalgono a febbraio. Trovo sia inaccettabile, se ci riferiamo alla consulenza, che soggetti che avevano avuto modo di esprimersi pesantemente e in modo evidente già a gennaio su questi due genitori abbiano avuto modo di confermare non la valutazione su Catherine e Nathan ma la conferma del loro pregiudizio che compariva fin dall’inizio e traspariva attraverso post rimasti pubblici. Io credo che qualcuno debba occuparsi di questo sistema che trasuda ingiustizia in questo momento. Ricordiamo che la psichiatra che ha redatto la consulenza tecnica d’ufficio aveva definito “cialtroni” questi due genitori, questi due poveri genitori: quello che posso dire da avvocato è che il giudizio espresso in questi termini non è altro che conferma di quel pregiudizio di cui abbiamo avuto piena contezza e che abbiamo denunciato da tempo”.
“Io credo – conclude l’on. Brambilla – che questa violenza debba finire subito perché qualunque persona di buon cuore e di coscienza, sentendo questi pianti, non può che ritenere profondamente sbagliato tutto questo: questi bambini devono tornare a casa e questa violenza, questa grande sofferenza inflitta a loro deve terminare”.
Il video commento dell’on. Brambilla è scaricabile al link https://drive.google.com/drive/folders/1UHAJm1NaXPqJf_pYQPYss_BpFWQhHMAP


