L’on. Michela Vittoria Brambilla (Nm), dopo aver formalizzato ieri il suo passaggio alla commissione Agricoltura, ha votato nella seduta odierna contro l’adozione come testo base della “riforma” della legge 157 sulla caccia approvata nei giorni scorsi dal Senato (si veda su https://youtu.be/HLrbNhy74jg?is=3ZJ7LCkMjnLD15cS).
“L’ho fatto – afferma la presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e la Tutela dell’Ambiente – perché la battaglia per l’ambiente e contro la caccia non è una battaglia di partito, non è di destra o di sinistra, ma è una grande battaglia di civiltà che riguarda la sensibilità di tutti noi parlamentari e di tutti gli italiani. E io interpreto le istanze di quella maggioranza di italiani, oltre 22 milioni, che credono che la caccia vada solo abolita. Al testo in esame oggi, peraltro, sono state abbinate quattro mie proposte di legge, che vanno in questa stessa direzione”.
“In questo giorno – prosegue l’on. Brambilla – celebriamo un anno esatto dall’entrata in vigore della legge Brambilla, che garantisce finalmente tutela giuridica a tutti gli animali, indipendentemente dalla specie, ed inasprisce in maniera importante le pene per chi commette reati nei loro confronti, con previsione di carcere effettivo e multe abbinate di migliaia e migliaia di euro. Orgogliosa di questo grande traguardo, continuerò a difendere i nostri valori nelle aule parlamentari. Denuncerò quindi alla Polizia postale la devastante aggressione subita ora sui miei social da parte del mondo dei cacciatori che ben qualificano la categoria: violenti con i più deboli, non rispettosi delle idee mie e della maggioranza egli italiani. Una maggioranza silenziosa, non rumorosa come i pochi cacciatori rimasti, una maggioranza che chiede solo il rispetto della vita. Sono stata coperta di insulti sessisti e bersagliata da minacce alla mia persona e alla mia sicurezza, con veri e propri atti di intimidazione. Ma non mi fermeranno. Eserciterò il mio mandato parlamentare rispettando la volontà degli italiani in nome e per conto di tutte le associazioni ambientaliste e animaliste che si riconoscono in una diversa visione della natura e dell’ambiente, quella del rispetto per ogni forma di vita. Ed in nome e per conto dell’Italia che teme per la propria integrità fisica: nella scorsa stagione venatoria sono stati 11 i morti e 31 i feriti. Dal 2007 al 2025 i morti sono stati 462. A questo desolante bilancio si aggiungono le vite spezzate di milioni e milioni di animali oggetto di sterminio”.



