BRAMBILLA:“IL TURISMO TIENE,LA CRISI NON CI FA PAURA”

Che cosa fa la differenza? Non è retorica affermare che siano le nostre eccellenze, la ricchezza del patrimonio artistico, la varietà dei paesaggi, le specificità dei territori, la concentrazione di una variegata offerta di prodotti turistici – dall’enogastronomia al benessere, dal balneare al montano, dal culturale al religioso – che hanno radici nella nostra storia plurisecolare e che è impossibile “copiare” o riproporre altrove. Del resto, l’excursus che ho fatto sulle presenze alberghiere va inquadrato nel contesto di una sostanziale tenuta del comparto turistico italiano, a dispetto della crisi mondiale. Nel 2009 in Italia le imprese ricettive hanno sofferto (-11 per cento di fatturato stimato), ma gli arrivi di turisti stranieri nel periodo gennaio-agosto sono stati solo il 3,1 per cento in meno, quelli di turisti italiani appena lo 0,8 per cento in meno, un risultato in realtà molto buono, se si considera che altri paesi europei diretti concorrenti del nostro hanno perso anche il 15 per cento. Il turismo montano ha contribuito in maniera sostanziale alla tenuta, segnando addirittura una leggera crescita (+0,3 per cento).

Per quanto riguarda il mercato interno, possiamo dire che nel 2009 si è in qualche modo tornati alla vacanza in destinazioni vicine, sicure e a costi contenuti. Insomma, quasi la “villeggiatura” di una volta. L’anno appena trascorso, infatti è stato caratterizzato da una diversa geografia dei flussi e da scelte comportamentali mirate al contenimento della spesa. Ne hanno tratto beneficio le destinazioni di prossimità e molti hanno preferito le seconde case. Queste ultime sono comunque un fattore determinante per la valutazione complessiva del sistema turistico italiano, perché sebbene non incidano sul fatturato delle imprese turistiche direttamente, risultano comunque molto importanti per i consumi che i turisti effettuano nelle destinazioni di vacanza. Le stime li indicano praticamente pari a quelle dei turisti che alloggiano nelle strutture ricettive. E ricordo che, per un euro che un turista spende per dormire, ve ne sono altri 3 che spende in diversi comparti dell’economia

Se guardiamo alla collocazione dell’Italia nel panorama turistico mondiale, si conferma un quadro di sostanziale tenuta. Secondo gli ultimi dati dell’UNWTO (United nations world tourism organization) relativi al 2008, il nostro Paese si colloca in quinta posizione per arrivi turistici internazionali (42,7 milioni di turisti stranieri) ed è terzo nella classifica delle destinazioni europee dopo Francia e Spagna mostrando anche in questo caso un calo delle presenze rispetto all’anno precedente (-2,1 per cento) meno marcato di quello dei concorrenti europei (Francia -3,2; Spagna -2,3) e di un gigante mondiale come la Cina (-3,2).

Signore e signori,
la crisi non ci fa paura. I risultati che ho citato certo non ci bastano, possiamo fare di più e sono sicura che lo faremo, ma le cifre mostrano che poggiamo su basi solide. Il governo ha fatto e farà tutto quanto è in suo potere, tenendo conto dei vincoli di bilancio, per aiutare le imprese a cogliere i frutti della ripresa che si va delineando. Questo è un governo amico delle imprese e continuerà ad esserlo, consapevole che solo chi rischia e intraprende può produrre ricchezza e lavoro.