BRAMBILLA:”RESPINGEREMO TUTTI GLI ASSALTI. SE CEDE L’ITALIA, ADDIO EUROPA”

Quali sono le cose che ha fatto per incrementare il settore e quelle che rimangono da fare?
Solo negli ultimi due mesi, è diventata legge la prima riforma del turismo della storia della repubblica. Un testo che riconosce tutele, trasparenza e assistenza al turista, che sostiene le imprese  e che ristruttura la nostra offerta  per renderla in grado di competere nello scenario internazionale. Mentre stiamo erogando 118 milioni di euro al territorio per finanziare progetti di eccellenza per il settore, abbiamo poi messo sul piatto anche tre miliardi e seicento milioni di euro che sono da subito a disposizione dei nostri bravi operatori per investimenti e  riqualificazione. Resta il problema del potenziamento delle infrastrutture, sul quale siamo fortemente impegnati.

Quali sono i motivi che inducono gli italiani a fare le vacanze all’estero anziché qui? E quali sono quelle che scoraggiano gli stranieri a venire da noi?
A dire la verità, anche quest’anno, la stragrande maggioranza delle vacanze degli italiani (l’80%) ha come meta l’Italia. Sarà merito del fatto che il nostro è il più bel paese al mondo, e che la nostra offerta turistica ha saputo migliorare i servizi e attuato una politica di prezzi più efficace e forse anche degli spot che continuiamo a trasmettere. E’ altrettanto vero che proprio l’anno scorso e nei primi sei mesi del 2011 abbiamo assistito ad un incremento notevole di flussi dall’estero.

Il Mezzogiorno in particolare non è capace di sfruttare il turismo che, invece, potrebbe essere una miniera d’oro e arricchire zone attualmente depresse.
Recentemente sono arrivati da alcune aree del sud segnali molto confortanti, che segnano un cambiamento di tendenza. Certo il problema ora è quello di dotare il sud di un sistema di servizi che sappia intercettare sempre di più la domanda internazionale. Così come di risolvere la palese incapacità di utilizzo dei fondi europei o statali da parte di molte amministrazioni locali.

Molti si chiedono se Michela Vittoria Brambilla si occupi di turismo o animalismo. Sono due cose inconciliabili?
Non lo sono. Io mi occupo anche dell’immagine del nostro Paese. E devo difenderla dall’inciviltà. I maltrattamenti agli animali, suppongo tutti convengano, sono pubblicità negativa, in un contesto internazionale nel quale si registra una crescente sensibilità nei loro confronti.

Ma sì, ci parli un po’ di bestie. Non mi riferisco a quelle che frequentano il palazzo, ma a quelle che ama.
Le ho sempre amate tutte – quelle a quattro zampe s’intende – e sto cercando di difenderle dalle insidie di una società che troppo spesso mostra di non avere nei loro confronti alcun rispetto. Ma le confesso, ho perso la testa per una tigre, la più bella del mondo. E mi risulta che il nostro amore sia oramai di dominio pubblico. Ma forse voi ne sapete qualcosa..